Il free software e le tante opportunit� perdute
Copyright � 25/01/45 Danilo D'Antonio - Some rights granted
Ponendo a confronto il free software con quello proprietario, si nota subito un certo svantaggio, in fattura e diffusione, da parte del primo sul secondo. D'altro canto come potrebbe avvenire il contrario, visto che, dovendo tutti noi soddisfare inevitabili bisogni primari, chi produce e vende software proprietario gode di innegabili incentivi? Fatto atroce � che il mondo � popolato da umani che non usano le loro facolt� intellettive come e quanto dovrebbero e nemmeno si degnano di ascoltare le visioni di quei pochi che lo fanno.
Se lo facessero avrebbero capito gi� da tempo che l'assenza di un settore pubblico aperto e partecipato ha impedito che free software e software proprietario procedessero con pari opportunit�. L'�mbito delle pubbliche attivit�, dei pubblici impieghi, la Res Publica insomma o comunque altro voleste chiamare quelle propriet� collettive che uniscono le persone come popoli e societ�, � infatti il luogo perfetto dove sviluppare i propri sogni di comune interesse. Purtroppo ci� non � potuto avvenire e non avviene tuttora per via che i settori pubblici sono rimasti propriet� privata di minoranze privilegiate secondo l'antico uso tirannico.
Pensate a Linux, a quanto tempo � occorso perch� emergesse e quanto ancora ne necessiti per pareggiare il peso dei sistemi privati. Se avesse potuto essere sviluppato all'interno della Cosa Pubblica, il sistema operativo free ed open source per eccellenza sarebbe stato disponibile molto prima, arginando pure la diffusione, spesso forzata, dei sistemi privati. L'intero settore privato s'� ingrassato impossessandosi di ogni spazio perch� � mancato un vero settore pubblico, una produzione pubblica fatta da cittadini per i cittadini, che fosse in grado di bilanciarlo. Scagliati contro il privato da finti rivoluzionari, siamo andati fuori rotta.
L'assenza di un pubblico impiego democratico, quindi di istituzioni democratiche anch'esse, ha impedito la comparsa di molte attivit� e prodotti che sarebbero risultati estremamente proficui per individui e societ�. Mancando un vero pubblico, condiviso da cittadini preparati, s�, ma coinvolti a tempo determinato, gli Stati hanno continuato la brutta piega originaria (focalizzata sull'addomesticamento ed il controllo) ed il privato ha potuto raggiungere dimensioni e modi esasperati. Con la vergognosa complicit� dell'associazionismo, un fiume di fresche e genuine energie civiche � stato costantemente depistato verso l'esterno della Res Publica, impedendo il realizzarsi di quella societ� illuminata che sarebbe potuta nascere alla fine della seconda guerra mondiale con l'avvento della democrazia.
Vi sar� mai qualcuno, da solo od in gruppo, che, senza bisogno d'attendere che lo dica un intellettuale di grido od un libro o film di successo, senza aspettare che divenga di moda, cominci a lavorare per il meraviglioso obiettivo di democratizzare Stati che sono ancora come gli imperatori, i monarchi ed i duci li fecero?
Pirati, cypherpunk e technofriend
hanno anch'essi tutto l'interesse a svilupparlo.
PUBBLICO IMPIEGO DEMOCRATICO
A R M O N I C A R O T A Z I O N E S O C I A L E
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