Liberazione dall'oppressione dei carrieristi pubblici!



Copyright � 12/08/40 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi - original




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Giustizia: verso il record dei detenuti suicidi dall�unit� d�Italia
http://www.ristretti.it/commenti/2009/agosto/8agosto.htm
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La Rete del Grillo: "CIVILTA' DROGATE DI PROIBIZIONISMO"
http://www.beppegrillo.it/2009/08/agosto_e_il_mes/index.html?s=n2009-08-12
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Di fronte ad evidenze come queste non possiamo non pensare che oggi l'obiettivo politico di maggior rilievo dev'essere un complessivo PROCESSO di LIBERAZIONE dall'OPPRESSIONE dei CARRIERISTI PUBBLICI, di cui quanto sopra � solo una delle innumerevoli espressioni. N� "destra" n� "sinistra": non son pi� questi gli schieramenti da individuare, bens� tra esseri umani che giustamente perseguono libert� ed oppressori che vogliono loro toglierla.

Tra LIBERI e CARRIERISTI PUBBLICI!


Il primo passo da compiere � infatti quello di non pensar pi� che gli unici responsabili di come vanno le cose in Italia e nel mondo siano i politici. Bisogna considerare che, ad esempio qui nel nostro Paese, i politici, pur disponendo, s�, del potere di rappresentanza, son comunque sempre solo poche migliaia di persone a fronte di tre milioni e mezzo di statali, di assunti a vita in quei ruoli che dovrebbero essere pubblici, quindi da redistribuire periodicamente, ed invece sono da loro accaparrati, monopolizzati fin per mezzo secolo.

Queste tre milioni e mezzo di persone compongono una fedelissima cerchia protettiva intorno ai politici, un fossato di sbarramento, una spessa muraglia che isola i cittadini dai governi ed impedisce ogni interazione e ricambio umano. Dobbiamo considerare che son soprattutto gli statali a creare la cultura, a diffonderla, a dire cosa dobbiamo pensare, cosa dobbiamo fare, cosa � giustizia e cosa non lo �, come la si deve applicare e come no, con quali farmaci ci dobbiamo curare, etc. etc. etc. Sono loro, in RAI, nelle Universit�, nei tribunali, nelle ASL, nei mille e mille Enti ed Uffici pseudo pubblici, a piegare il corso della nostra vita per indirizzarla verso dove voglion loro.


I riflettori dei media illuminano i politici, ma nell'OMBRA vi sono loro, i CARRIERISTI PUBBLICI, a disporre di un potere meno evidente ma spesso perfino pi� marcato di quello dei governanti. Un governante dopo qualche anno deve cedere il suo posto ad altri. Uno statale NO! Gli statali, tre milioni e mezzo di piccoli despoti, rimangono al "loro" posto per tutta la vita e per tutta la vita essi tessono fra loro rapporti di indebito potere che possono giungere perfino a sovrastare il potere dei politici.


In Italia come nel resto del mondo, gli statali rappresentano il pi� reale, pesante, massiccio, ma anche il pi� rimovibile! ostacolo alla felicit� collettiva. Ai politici noi cittadini non possiamo dir nulla: essi sono regolarmente eletti. Ma i CARRIERISTI PUBBLICI non hanno alcun diritto di appropriarsi di un bene, i ruoli della Funzione Pubblica, che � di PROPRIETA' COLLETTIVA! La Res Publica non pu� essere COSA LORO perch'� invece un sacro BENE COMUNE!

Bisogna prendere coscienza di questo inceppo all'evoluzione e buon funzionamento sociale, di questo meccanismo decrepito, bisogna produrre materiale, non solo giornalistico o letterario ma d'ogni genere artistico (perch� solo l'Arte pu� risollevare il mondo, non i giuristi ma gli artisti!), per diffondere ovunque questa coscienza ed il progetto di una societ� rinnovata basata su una reale partecipazione alla gestione della Res Publica.

Non solo l'Italia, ma l'intero mondo attende il VOSTRO CONTRIBUTO.


Danilo D'Antonio





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