Un nuovo manifesto per la sinistra



Copyright � 50/08/18 Danilo D'Antonio - Some rights granted



Dir che la sinistra ha un grosso problema � semplicemente riduttivo. Essa da sempre calpesta ed oltraggia i suoi stessi ideali e valori. Quando, una volta caduta la monarchia, nacque il Bene Comune (altrimenti detto Res Publica, in italiano Repubblica) la sinistra si sarebbe subito dovuta prodigare affinch� esso venisse aperto al popolo, affinch� venisse condiviso, partecipato a tempo determinato da quante pi� persone fosse possibile, al fine di erigere e proteggere il senso di una collettivit� unita e solidale. Al contrario la sinistra non ha mai voluto fare quello che era il suo dovere ed ha lasciato il Bene Comune, la Res Pubblica, il Pubblico Impiego, nelle mani dei carrieristi, dei burocrati, degli assunti a vita; mantenutisi cos� proprietari del nuovo Stato "democratico".

La sinistra, con la sua fissazione per il posto fisso, mai ha compreso che l'assunzione a tempo determinato, cui per primi dovettero sottostare coloro che lavoravano in Parlamento, andava estesa immediatamente, quando lo Stato monarchico divenne Repubblica, Res Publica, Bene Comune, all'intero sistema di pubblici impieghi, perch� ognuno di questi si configura inevitabilmente in un potere, pubblico, da restituire regolarmente al popolo. La sinistra non ha mai voluto progredire, mai l'ha fatto, dalla condizione storica di quando comparve. Tantomeno riesce ad evolvere oggi. E cos� il popolo, le persone comuni, ancora costrette a sopravvivere come sudditi, sottomessi ad una casta di assunti a vita nello Stato, si volgono dall'altra parte, a destra. Sperando che la novit� venga da l�.

Se coloro, che in tutti questi decenni si son definiti, addirittura vantati, d'esser dei compagni, lo fossero stati per davvero, la sinistra da tempo non avrebbe pi� concorrenti. Mai invece la sinistra ha compreso che un vero compagno non si appropria a vita di un pezzo dello Stato, privando di un fondamentale diritto altri compagni con pari requisiti di competenza e pari desiderio di esprimersi e partecipare alle attivit� pubbliche. E vi sono, forse, oggi, anzi � legittimo chiedersi: vi saranno mai, a sinistra, dei veri compagni? Possiamo risponderci dicendo che, s�: vi saranno, ma solo quando ci si decider� a non ascoltare pi� i professori, che si dicono di sinistra, che si spacciano per tali, essendosi per� preso a vita un impiego/potere/reddito che invece appartiene a tutti.

Nessuno escluso.

La sinistra deve riconoscere che la tirannide, il fascismo, il dispotismo sono sopravvissuti fino ai nostri giorni ed anzi essa, la sinistra, � stata finora la pi� convinta garante del mantenimento di questo arcaico modello di societ� basato sulla fidelizzazione di una minoranza, assunta a vita nello Stato, che proprio cos� pu� spadroneggiare quanto vuole sulla pi� gran parte della popolazione.

Se oggi pi� d'un Paese rischia il disfacimento, per la sempre pi� forte contrapposizione tra blocchi interni, che cos� procedendo mai si riavvicineranno, lo si deve ad una sinistra che mai ha capito il suo compito, mai ha messo in atto gli ideali che predicava. La sinistra ha urgente bisogno d'un muovo manifesto centrato sulla chiara palese idea che il Bene Comune va convidiso, non monopolizzato.








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