statali sopra esseri umani liberi Democrazia a rischio e modelli autoritari

lettera aperta a COSTITUZIONALISMO.IT


Copyright � 13/04/41 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Dappertutto c'� un fermento dal quale emergono grida preoccupate: "la democrazia � a rischio", "tornano i modelli autoritari" e cos� via affermando. Ebbene: come vanno considerati tali interventi? Quale effettiva valenza essi hanno? Prendiamo in considerazione una di queste grida d'allarme:


>> WWW.COSTITUZIONALISMO.IT
>> DIRITTI E GARANZIE NEL RIAFFIORARE DEI MODELLI AUTORITARI
>> di Lorenza Carlassare
>> http://www.costituzionalismo.it/articolo.asp?id=336


La fonte � autorevole, l'autrice di primo piano. Ci�nondimeno il sottoscritto ritiene vi siano ragioni sufficienti ad affermare che in verit� a tutt'oggi il modello sociale autoritario non � mai ancora venuto meno un solo momento e di conseguenza esso non pu� "riaffiorare" bens� soltanto minacciare di inasprirsi.

A tutt'oggi la Repubblica Italiana vede infatti i fondamentali ruoli della sua Funzione Pubblica, di propriet� dell'intera popolazione, assegnati a vita ad una piccola parte di questa. Le persone prescelte, secondo un uso storico risalente ad epoca pre-democratica, vengono in questo modo fidelizzate parimenti a vita ad un potere che, proprio grazie a questa cieca, sorda, acritica forma di collaborazione, pu� permettersi di compiere ogni atto che pi� gli aggrada, senza curarsi se esso persegua o meno l'effettivo bene dei cittadini e della Collettivit�.

E' proprio la presenza degli statali, assolutamente indebita in una Repubblica, in una societ� che per suo stesso ideale, nome e Costituzione dovrebbe essere a partecipazione collettiva, a far s� che i governanti ottengano facilmente dal popolo un RISPETTO FORZATO piuttosto che cercare di ottenere una SPONTANEA STIMA.


In una societ� la presenza di statali, di coloro i quali hanno accettato di perpetuare una discriminazione che li separa definitivamente dai semplici cittadini, dalle persone comuni, una separazione classista del tutto inaccettabile in un Paese che si dichiara democratico, denuncia, senza che vi sia possibilit� alcuna di dubbio, il carattere autoritario delle sue Istituzioni di Governo. Potendo i governanti, quando e quanto vogliono, ricorrere all'uso della forza per il tramite degli statali, l'AUTORITARISMO ruba facilmente, inevitabilmente, il posto all'AUTOREVOLEZZA. Senza gli statali i governanti non potrebbero permettersi di seguire la linea di minor impegno ma dovrebbero cercare premurosamente quella di maggior livello. Senza gli statali i governanti non potrebbero esprimersi al loro peggio ma sarebbero condotti ad impegnarsi a far del loro meglio.


Ed a questo punto occorre ci poniamo una domanda precisa: l'illustre autrice del sovracitato saggio sul tema dei modelli autoritari � per caso una statale, assunta a vita in un ruolo che invece appartiene all'intero popolo italiano ed a questo andrebbe periodicamente restituito? E considerando pure gli altri partecipanti e responsabili del sito COSTITUZIONALISMO.IT non saranno mica essi degli statali? Perch� � evidente che se lo fossero i loro interventi andrebbero interpretati in ben altro modo rispetto a quanto appare.

E' evidente che nessuno statale pu� avere la percezione che ha invece quotidianamente, incessantemente, assillo dopo assillo, peso sopra peso, abuso dopo abuso, una persona qualunque, un cittadino di serie B sottoposto a coloro i quali si arrogano il diritto di essere gente di serie A. Senza contare che coloro i quali essendo statali pretendono di intervenire in ambito sociale, civile, politico, sono per forza di cose affetti da un pesante CONFLITTO d'INTERESSI. Ogni loro intervento mai metterebbe, ed infatti mai ha messo, in discussione il "loro" posto fisso, l'unica cosa immobile dell'Universo intero, ed ogni aspetto della societ� dovrebbe quindi, secondo la loro arrogante, prepotente visione, gravitare intorno a questo assurdo DOGMA.

Per cui ripongo la questione: � assolutamente necessario chiarire, nessun intervento che coinvolga od interessi la collettivit� potendo fare eccezione, se l'autrice � oppure no una statale. Senza una tale specificazione, ch'� per altro un puro e semplice DOVERE di TRASPARENZA, gli interventi che incontriamo on line, sui giornali, ovunque, non possono godere di alcuna considerazione di validit�. In questo caso al sito COSTITUZIONALISMO.IT va richiesto di esplicitare a fianco dei nomi degli autori se questi hanno avallato o meno la discriminazione operata dagli statali sulla societ�.


Gentili Signore e Signori di COSTITUZIONALISMO.IT, con Internet le cose non saranno mai pi� come prima. Ai semplici cittadini come il sottoscritto Internet offre sia un mezzo di studio autonomo dalla incultura diffusa dagli statali sia un ottimo strumento divulgatore. Per la qual cosa permettetemi di dire: approfittiamo del nostro essere qui presenti on line e diamoci insieme da fare per operare quella trasformazione sociale non ancora avvenuta soltanto per l'aver gli statali monopolizzato quasi del tutto l'intervento culturale. L'educazione, l'universit�, l'informazione, la giustizia, la repressione, etc.: tutto � ancora oggi in mano a codesta ottocentesca casta e solo a causa di ci� ci � rimasto nascosto che in una Repubblica non possono esservi accaparratori di mansioni pubbliche.

Oramai � inevitabile che la Funzione Pubblica non venga pi� assegnata a vita ad alcuno bens� concessa a rotazione a cittadini competenti e desiderosi di prestare servizio. Pacificamente, legalmente, civilmente, impegnamoci affinch� si realizzi questa basilare partecipazione democratica finora mancata. A quel punto nessun modello autoritario potr� pi� manco pensare di avvicinarsi a minacciare la societ� ed i suoi cittadini.








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