Quesiti d'ordine legale
sulla sovranit� popolare
e la democrazia


Copyright � 04/03/43 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi



L'assegnazione a vita ad una persona di un bene collettivo, di una compropriet�, impedendo la fruizione del bene alle altre persone, fa decadere la qualifica stessa di collettivo, di propriet� comune, e la sua riduzione a mera propriet� privata d'accesso ad altri. Una tale cessione palesemente non pu� essere eseguita senza che tutti gli aventi diritto sul bene siano prima adeguatamente informati sulla grave perdita che essi subiranno. In caso di mancato adempimento, l'atto pu� essere considerato nullo.


1� quesito: come mai i cittadini italiani/europei non sono mai stati interpellati in merito alle conseguenze della cessione a vita, quindi per loro praticamente definitiva, della pi� gran parte di quel fondamentale bene collettivo, di quella basilare compropriet�: la Res Publica, che sono gli impieghi, poteri e redditi Pubblici tutti?


2� quesito: visto il mancato adempimento d'informazione che c'� stato verso i cittadini, in merito alla perdita della parte pi� sostanziosa della loro Res Publica (nientemeno che dello Stato) quindi dello stesso carattere fondante della Democrazia, pu� l'atto d'assegnazione a vita di un pubblico impiego essere considerato nullo?


3� quesito: se quanto detto corrisponde al giusto, considerato che a non adempiere ai doveri del caso sono stati proprio coloro i quali erano deputati a far conoscere e rispettare la legge, considerato che proprio non ottemperandovi essi hanno anzi preso definitivo possesso del bene comune, privando il resto della popolazione di un legittimo e primario diritto, potrebbe il loro essere considerato un intento ed atto criminoso vero e proprio da perseguirsi a norma della stessa legge che non applicarono? In caso affermativo, nel caso costoro avessero agito non seguendo l'interesse della collettivit� ma loro personale, potrebbero essere chiamati a rispondere personalmente del danno sub�to dalla societ� e dai singoli individui in conseguenza della mancata applicazione di quelle regole, chiare e definite, che, se rispettate, avrebbero permesso una agevole evoluzione del Paese nel corso dei vari ultimi decenni?


Essendo i magistrati, costituzionalisti, docenti universitari e tutti gli altri innumerevoli grandi attuali proprietari dello Stato Italiano (perch� tali effettivamente costoro divengono con l'assunzione a vita, che esclude la partecipazione di tante altre persone aventi pari requisiti, competenze e professionalit�) cui gli stessi politici e governi si sono sempre rivolti per consiglio e che comunque sempre questi ultimi devono subire, venendo da essi educati/formati/inculcati fin da piccoli, affetti da evidente e totale conflitto d'interessi in merito alle ipotesi sovradette, a chi pu� essere affidato il compito di dirimere obiettivamente la questione?






Nessun Parlamento da solo ci potr� dare la Democrazia.

MA IL PUBBLICO IMPIEGO SI' !






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