Gentili Signore e Signori,
son qui, quale comune, semplice ma socialmente impegnato cittadino, a presentare una questione di grande interesse collettivo: la questione pubblica.
Trattasi in verit� di una questione fondamentale. Fino ad oggi i ruoli del pubblico impiego sono stati, e sono tuttora, assegnati a vita a poche persone. Trattandosi per� di risorse appartenenti all�intera comunit�, per loro stessa origine e definizione di pubbliche attivit�, questo non dovrebbe avvenire.
Palesemente non � possibile che cos� consistente ed importante parte della cosa pubblica, della Res Publica, sia di fatto di propriet� esclusiva di alcune persone. Al contrario il pubblico impiego andrebbe effettivamente e finalmente reso pubblico, attuando una equa, sana rotazione tra tutti coloro che volessero svolgerlo ed avessero i requisiti necessari.
Proprio la cattiva impostazione data finora al pubblico impiego, che si � potuta perpetuare fino ad oggi per evidente responsabilit� di una politica clientelare, ha male indirizzato pure la restante parte della societ� verso il ben noto degrado. Permettendo una partecipazione collettiva per il tramite della rotazione, il pubblico impiego diverrebbe invece retto fondamento e l'intera nostra societ� ne verrebbe di conseguenza positivamente trasformata.
Aspetto importante da evidenziare � che il progetto di riforma per un pubblico impiego a rotazione in generale non conduce affatto a dei licenziamenti bens� a delle assunzioni. Infatti parte integrante del progetto � un processo di riassorbimento all'interno della sfera pubblica di molte attivit� economiche oggi private fino al raggiungimento di una met� dell'intero.
In tal modo, con un assetto economico equilibrato, le esasperazioni che oggi attanagliano il nostro sistema si ridimensionerebbero e, disponendo la sfera pubblica di un consistente serbatoio di lavoro, anche l'istituzione di un lavoro minimo garantito, assistito a sua volta da un reddito da cittadinanza che coprirebbe i brevi periodi tra un'assegnazione e l'altra, diverrebbe una felice realt�.
Rimando ai link sottostanti l'esposizione del progetto. Pur oltremodo conveniente, non potendo questo realizzarsi all'improvviso e per intero, sar� necessario procedere per gradi. Non v'� dubbio alcuno che il primo passo debba essere quello di condurre la RAI, per la prima volta nella sua storia, sotto l'effettiva egida pubblica, comune. L'informazione � elemento di prioritaria importanza, e dubbio non v'� che essa vada strappata dall'influenza di caste e potentati e restituita al popolo italiano.
Questa nota vi giunga allora come informativa di questa iniziativa di trasformazione democratica del pubblico impiego a partire dalla RAI e per fornire a voi, presenti dipendenti pubblici assuntivi a vita, opportunit� di esprimervi favorevolmente in merito a quanto qui esposto.
In verit� voi stessi avreste dovuto proporre questo progetto gi� da tempo, perch� chi meglio e pi� di voi avrebbe potuto presentare giuste critiche al rozzo ordinamento dell'assegnazione a vita del pubblico impiego? Piuttosto che attendere che un qualsiasi cittadino come il sottoscritto ve ne chiedesse ragione? Cogliete dunque questa occasione come preziosa opportunit� di compiere un dovere che attende d'essere soddisfatto e di presentare altrettanto dovute scuse alla societ� italiana.
Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia
Impiego-Pubblico-Democratico
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