E' questa la pregna novit� sulla quale � evidente vi sia un mastodontico bisogno di riflettere. Perch� la Repubblica in verit� � precisamente il trionfo della Collettivit�. L'idea di Repubblica implica (e non pu� affatto prescinderne) una gestione collettiva del complessivo bene comune, di tutto quanto riguarda la societ�, per usare un'espressione antica ma non fuori luogo: della "res publica". Che si tratti di governo, quindi di decisioni, o di funzione pubblica, quindi di poteri, il principio repubblicano richiede che le persone non si fissino all'interno delle strutture di pertinenza e propriet� collettiva bens� che vi circolino liberamente senza ostacoli alla partecipazione di alcuno. All'interno delle strutture di governo le persone hanno l'obbligo di mutare periodicamente tramite le elezioni. All'interno delle strutture della funzione pubblica le persone hanno l'obbligo di mutare anch'esse in virt� dello stesso meccanismo organizzativo: l'incarico a tempo determinato.
Precisamente in questo consiste il patto repubblicano, l'accordo che sancisce l'adesione di un Paese ai principi della Res Publica (o se preferite: del Bene Comune, per usare una espressione alla moda): la scomparsa delle Elite, delle Caste, ed al loro posto l'affermarsi di una partecipazione diffusa e generale a ci� che � di collettiva, comune, pubblica pertinenza e propriet�.

E' dunque evidente che una Repubblica � realmente gestita dalla Collettivit�. Una Repubblica non si serve della Collettivit�, non la usa, non la sfrutta, n� mai la sputa. Perch� una Repubblica � governata e condotta dalla Collettivit� stessa.
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