Una Societ� Democratica non ammette tiranni



Copyright � 21/03/40 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi - original



Una Societ� Democratica, per essere societ� e per essere democratica, necessita di legg�re strutture di governo al cui interno possano circolare, senza rimanervi bloccate, le persone di volta in volta deputate a curare gli interessi collettivi. Questa composita unit� di governo � posta all'interno di una pi� ampia e spessa organizzazione centrale, la Funzione Pubblica, le cui strutture sono di propriet� comune e forniscono alla popolazione beni e servizi di primaria necessit� o comunque di fondamentale importanza per il vivere civile. All'interno di queste strutture pubbliche circolano, senza rimanervi bloccate, le persone cui periodicamente vengono redistribuiti i ruoli che le fanno funzionare.


Una Societ� Democratica non ha uno Stato fatto di statali: non ha alcuna immobile ed inamovibile, rigida e statica struttura pubblica, deliberante o funzionale, in cui le persone rimangono oltre un certo periodo di tempo oltre il quale, inevitabilmente, si crea una separazione netta e definitiva tra statali da una parte, veri e propri tiranni, e sudditi dall'altra. La presenza di un fresco ricambio evita pure qualsiasi stanco ristagno che porterebbe ad ogni genere e livello di inaridimento e corruzione.


E' da notare che la complessiva organizzazione centrale di una Societ� Democratica non fornisce soltanto guida, alimento e supporto logistico. Essa � esattamente ci� che unisce e tiene insieme le persone al fine di evitare che la societ� si disgreghi, a danno di tutti, in mille rivoli d'inutile energia, concentrandole invece verso scopi d'indubbio interesse comune. Far s� che questa unione nasca da un intimo e spontaneo desiderio, e non invece artificiosamente o da una imposizione esterna, � uno dei compiti fondamentali della cultura che si sviluppa nel nucleo, la quale � tenuta a ricordare, in modo corretto ed equilibrato, le positive valenze dell'aspetto etico ed unificante, solidale della vita.


Al di fuori dell'organizzazione centrale si apre invece il campo della pi� libera espressione individuale, libera naturalmente fintantoch� rispetti tutti e tutto. E' al di fuori dell'organizzazione centrale che ogni essere umano pu� esprimere pi� completamente e con maggiore intensit� la propria sensibilit� e creativit�, la propria originale personalit�. Se, trovandosi inserita all'interno del nucleo, la persona, pur pienamente libera di essere se stessa, � comunque diretta verso uno scopo definito collettivamente, nell'area esterna al nucleo essa � ancor pi� libera, potendo definire autonomamente anche l'obiettivo per cui lavorare.

Le due aree di una Societ� Democratica, il nucleo e la periferia, non possono che essere capillarmente comunicanti, per permettere ad ogni cittadino di passare agevolmente dall'esterno verso il centro e viceversa. In questo modo si attua una circolazione di esperienze e percezioni che arricchisce costantemente le due parti distinte dell'unit� sociale. Inoltre, permettendo, non imponendo bens� fornendo a chiunque lo voglia la possibilit� concreta di mutare ambito di competenza, si f� s� che l'insieme di informazioni relative ad una materia non ristagni in essa bens�, fluendo, irrori di preziose conoscenze ogni angolo della societ�, completando cos� la visione focalizzata data dalla specializzazione con la visione organica data dall'approccio olistico.


In una Societ� Democratica le persone, e quindi le idee, circolano liberamente. Proprio in questa circolazione di persone ed idee consiste anzi la democrazia. Quando la circolazione s'interrompe e compaiono rigide strutture immobilizzanti persone ed idee, la democrazia scompare e la societ� inizia subito a soffrire, tanto al suo interno quanto nelle relazioni col mondo esterno. Giustamente, in verit�, perch� il suo scorretto modo d'essere va letteralmente a cozzare col carattere dinamico della realt� e, non riuscendo a cogliere le sue sempre mutevoli esigenze, non riesce a farvi fronte, patendone le dovute conseguenze.


Oggi il nostro Paese, quanto ogni altro nel mondo, non pu� ancora dirsi una democrazia fiorita completamente. I Paesi del mondo, troppo presto definiti democratici, sono ancora come dei boccioli soltanto appena dischiusi che un improvviso gelo pu� uccidere in men che non si dica. Sta a tutti noi, che sinceramente aneliamo il progresso sociale ed abbiamo a cuore la libert�, il compito di modificare tutte quelle situazioni e strutture che impediscono alle persone ed alle idee di circolare ed alla democrazia di affermarsi in tutto il suo potenziale.



Danilo D'Antonio
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