Specializzazione e poliedricit�



Copyright � 25/06/39 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi



Uno dei maggiori problemi di cui oggi noi umani soffriamo, ormai quasi per tutto il globo con tendenza alla sua totale copertura, per giunta senza nemmeno rendercene conto, � il fatto che, dei due fondamentali tipi di approccio alla realt� cui dovremmo far ricorso, quello specialistico, localizzato, mirato, e l'altro, quello organico, olistico, sistemico, il primo ha completamente sopraffatto l'altro, dapprima bloccandone lo sviluppo e togliendolo poi completamente dalla circolazione. La specializzazione ci ha concesso di raggiungere grandi successi in ogni campo del sapere e del potere tecnologico. Presi per secoli dal fascino della tecnologia, abbiamo per� dimenticato esistenza e necessit� della visione organica delle cose.

Se scienza e tecnologia hanno l'indubbio valore che tutti riconosciamo loro, non possiamo trascurare il fatto che con esse non possiamo n� comprendere n� governare la nostra vita, quest'ultima abbisognando di conoscenze, consapevolezze, discipline forse di minore specificit� ma di ben maggiore ampiezza. Per questo oggi assistiamo, s�, ad un impegno costante e consistente per migliorare le cose del mondo ma invece di vedere passi in avanti ci avviciniamo sempre di pi� all'irreparabile. Appunto perch� l'approccio specialistico � in grado di farci avanzare nello specifico campo ma � l'approccio organico ad essere necessario per capire cosa sia realmente opportuno fare per il bene di tutti e tutto. Ma il problema non � confinato qui.


La specializzazione, come del resto ogni altra cosa, ha numerosi effetti collaterali. Essa causa alla persona un restringimento mentale ed un immobilismo fisico. Se un tempo una persona, durante l'arco della sua vita, aveva la possibilit� di variare attivit� ed ambiente di lavoro anche pi� di una volta ed in ogni caso entrambi non erano strettamente delimitati, oggi essa entra in un pi� ristretto ruolo e contesto e difficilmente ne uscir� se non prossimo alla sua fine. Proprio per questa ragione gli specialisti, quindi ormai quasi ogni componente della societ�, ben difficilmente riescono a vedere le cose da altri punti di vista, morali e fisici, i quali differenti ruoli e luoghi soltanto potrebbero permetter loro di capire quanto limitata e parziale � la loro visione delle cose e quanto invece variegata e ricca � la realt�.

E non � ancora tutto. Chiusura in un ruolo ed immobilismo fisico hanno fatto s� che l'interesse personale di ognuno si allontanasse troppo da quelli altrui. Infatti nessuno oggi si limita pi� semplicemente a svolgere quel mestiere o quella professione rimanenendo in fondo sempre un essere umano bens� ognuno tende ad impersonare e divenire totalmente quel mestiere o quella professione. In questo modo si crea una serie di interessati schieramenti contrapposti continuamente impegnati in duri tira e molla tra di loro. La nostra capacit� di comunicare e comprenderci l'un l'altro, tra singole persone e varie parti del sistema, si � di conseguenza molto indebolita. Tant'� che oggi difficilmente ci si riesce a metter d'accordo su qualcosa in quanto ognuno � ormai incapace di capire l'altro e tantomeno interessato a farlo.


Come fare allora per dotare la societ� di una conformazione tale che essa possa beneficiare dell'approccio alla realt� di tipo specialistico allo stesso tempo riuscendo a rimediare ai suoi effetti negativi ed a cogliere pure quelle opportunit� che ad esso sfuggono? La risposta �: sviluppando un approccio complementare, quindi prettamente sistemico, solo cos� potendo essa mantenere un meraviglioso equilibrio e godere quindi di lunga e buona vita.


Da tempo sono disponibili pratiche e tecniche, di vecchia data e pi� recenti, atte a permetterci di sviluppare una sensibilit� olistica. Tuttavia esse giacciono disperse in semiabbandono, ignorate tanto a causa degli abbaglianti successi della tecnologia quanto per le oscene pressioni di una mistica superstiziosa e per l'indegno disinteresse di una filosofia ignava. Se decidessimo di sopravvivere a questa tremenda fase che attraversiamo non v'� dubbio che tali conoscenze e procedure, ammodernate ed arricchite, andranno raccolte in un dignitoso corpo di studi che pongano le persone in grado di conoscere appieno la teoria olistica e di trarne concreti ed utili provvedimenti.

Ci� detto, riconosciuta che avessimo l'importanza della teoria olistica, va per� chiarito che � il MOVIMENTO tra le diverse funzioni sociali, anche in ambiti dissimili tra loro, a farci guadagnare la migliore visione organica, a farci conoscere collegamenti, effetti ed interazioni tra i vari fenomeni della societ�. Per questa ragione occorre che essa cambi in modo da permettere alle persone sia di compiere attivit� specialistiche, fissandole in determinate stabili situazioni per far raggiungere alte vette di conoscenza specifica, sia di acquisire molteplici consapevolezze, favorendo il loro spostamento in vari ambienti di coinvolgimento sociale per far conquistare ampie vallate di visione organica.


Ecco allora che mezzo privilegiato attraverso cui far s� che la societ� possa trovare l'armonia � appunto il pubblico impiego. Questo non pu� pi� essere visto come un mero strumento per amministrare il bene pubblico e per fornire posti di lavoro. La funzione e l'importanza del pubblico impiego travalicano quelle che sono le esigenze della societ�, di avere una buona gestione, e del singolo, di assicurarsi un reddito, e lo rendono in pi� uno stupefacente strumento tramite cui attuare una armonica rotazione sociale.

Il pubblico impiego attuale � ancora basato su una antica visione dell'Universo in cui la Terra veniva vista come quadrata, piatta ed immobile al centro di esso. E cos� anche il pubblico impiego � stato impostato facendo della staticit� il suo carattere preminente con una organizzazione che assegna le mansioni pubbliche a vita alle persone. Il fatto � che la Terra � sferica, ruota intorno al Sole e l'intero sistema si muove a grande velocit� nel Cosmo. E' cos� evidente che abbiamo il dovere di trasportare il pubblico impiego da una concezione medioevale, basata sullo status immoto delle cose, ad una moderna, basata sui processi, sul divenire delle cose, che soddisfi le ben maggiori conoscenze e consapevolezze di cui godiamo oggi, fornendogli come prima cosa un armonioso movimento.


Ed uno degli aspetti pi� importanti ed utili dell'introduzione della complessiva riforma (rotazione dell'organico nei differenti ruoli di una Cosa Pubblica di pari peso della Cosa Privata) che abbiamo chiamato Armonica Rotazione Sociale (ARS) � proprio quello della condivisione dei saperi che acquisiamo giorno dopo giorno. Oggi ogni specialista detiene il monopolio di conoscenza della propria materia mentre le altre persone non possono che rimanerne estranee. Se � certo bene che quando ci rivolgiamo ad un professionista vi sia una qualche garanzia della sua preparazione, non � per� affatto bene che quel suo sapere rimanga confinato dentro una staccionata professionale. L'intera nostra societ� oggi � fatta a compartimenti stagni, molti dei quali non riescono ad evolvere soprattutto per la mancata acquisizione delle nuove conoscenze raggiunte in altri campi.

Noi viviamo infatti in una strana realt� profondamente interconnessa, in cui problemi ed opportunit� presenti in un campo vanno ad influire su tutti gli altri campi, anche se concettualmente molto lontani tra loro. Il rinchiuderci in ristretti loculi culturali, come abbiamo fatto finora, non ci aiuta affatto a progredire bens� ci ostacola fortemente. Possiamo avere una gran competenza in una materia ma se rimaniamo sempre nello stesso ruolo e luogo di lavoro non riusciremo a condurla ovunque serva e perderemo dei giganteschi effetti positivi. Al contrario spostandoci di ruolo e luogo periodicamente grazie all'ARS il nostro sapere non sar� pi� un patrimonio morto racchiuso in un forziere bens� diverr� un energico catalizzatore di progresso impiantandosi e dando superbi frutti in ogni nuovo ambiente ci troveremo.


In breve tempo ci sar� ovunque un'ampia competenza diffusa e generalizzata. L'ARS creer� un vero e proprio amalgama culturale che integrer� a meraviglia ed anzi far� da supporto ad una specializzazione che proprio grazie ad essa potr� con maggiore sicurezza spingersi ancora pi� in avanti. Oltre al fatto che un gran numero degli avanzamenti pi� audaci in qualsiasi campo sono stati finora compiuti da persone al di fuori della ristretta cerchia possedente quel dato sapere, possiamo forse credere che una visione organica, sarebbe a dire innanzitutto completa (e solo con la completezza si scorgono appunto le interconnesioni), non sia proprio ci� che manchi a questo mondo per vederlo tornare a girare per il verso giusto?

Per giunta, componendo e sviluppando una nuova cultura organica, olistica, che si affianchi a quella specialistica, � possibile preparare persone capaci di rispondere bene ad ogni esigenza. Un uomo, una donna, chiunque volesse, cambiando ruolo e luogo in maniera e tempo opportuni, potr� acquisire reiteratamente la meravigliosa propriet� delle cellule staminali le quali ovunque le si mettano riescono a compiere alla perfezione la specifica funzione delle cellule vicine! Questo proprio perch� non solo si possederanno saperi di molteplice natura ma soprattutto si sar� padroni di quel sapere universale sotteso a, e pervadente, ogni altro sapere. Certo noi olisti potremo non raggiungere il massimo livello in un sapere specifico, ma in ogni ambiente l'arrivo di personalit� "staminali" apporter� una felice evoluzione e comunque un meraviglioso svolgimento.


Abbiamo detto che il pubblico impiego � luogo privilegiato dove attuare l'ARS. Questo non significa che all'improvviso l'intero organico debba mettersi a saltare da un ramo all'altro dell'albero pubblico come uno stuolo di babbuini. In proposito ricordiamo che uno degli scopi principali dell'ARS � quello di rimuovere rigidi monoideismi e di affermare la morbida bellezza di una complessit� resa semplice. Per la qual cosa essa non pu� certo cadere nella stessa trappola che intende evitare. Al contrario il disegno complessivo della Cosa Pubblica richieder� molte arti, tra cui quella figurativa, geometrica e musicale, ritmica. Pieno conto sar� tenuto delle esigenze e prospettive dell'individuo e della societ�. Nell'ARS non vi potr� essere nulla di costrittivo, al contrario molta importanza verr� data al piacere, anch'esso dell'individuo e della societ�, in quanto ambiente emotivo per molti aspetti permettente il miglior avanzamento.

L'ARS che immaginiamo � una semplice ed allo stesso tempo ricca forma organizzativa che pu� giungere a pervadere la societ� per una buona met�. Principalmente essa coinvolge la sfera pubblica ma � chiaro che mettendo in moto questa un dolce movimento sar� indotto anche in quella privata. Essenzialmente due sono i tipi di movimento previsti: lo spostamento in uno stesso ambito di competenza e quello in un diverso ambito. Muovendosi le persone all'interno di una stessa branca specialistica viene permesso l'apporto di un pi� nutrito ruolo di contributori e si previene la corruzione. Muovendosi esse in ambiti diversi si ottiene la condivisione dei saperi e l'avanzamento diffuso. Entrambi i movimenti favoriscono l'apertura mentale e la capacit� di comunicare, nonch� il sorgere di un forte sentimento d'interesse collettivo.


L'ARS non � certo un meccanismo che si possa realizzare con un solo intervento ed in un sol giorno. Essa andr� studiata ed attuata pian piano con amore, affinandola man mano che il lavoro avanzer�. Ma il primo passo che muove tutto � l'introduzione della rotazione nell'assegnazione dei ruoli pubblici.

La societ� umana si � finora sempre organizzata su base statica e proprio per questa ragione periodicamente � stata ed � tuttora sconvolta da sanguinose rivoluzioni. Come � possibile che in un Universo in cui nulla esiste d'assoluto, d'immobile ed eterno, le nostre societ�, ed il pubblico impiego in particolare, siano fondate su tali innaturali principi? Se inizieremo a riorganizzarci su basi dinamiche permetteremo che una delicata evoluzione ci benefici costantemente ed avremo scongiurato per sempre la necessit� di cambiamenti improvvisi e cruenti.

La vita nella sua infinita complessit� � di una semplicit� meravigliosa. Sta a noi, ad ognuno di noi, assumerci l'impegno di lavorare per disporre di un futuro degno di esser vissuto.







brano tratto da:
L A M E T A M O R F O S I


A R M O N I C A R O T A Z I O N E S O C I A L E
Copyright & ServiceMark Laboratorio Eudemonia. Alcuni diritti concessi
Sito Web attivo fin dal 29 - WebWorks by HyperLinker