Uno Stato tutto nostro
Copyright � 20/08/43 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi
Al punto in cui siamo � evidente che la societ� non potr� cambiare quel tanto che le necessita a meno di un consistente intervento popolare. Poich� ci troviamo in un'epoca ch'� trionfo dell'intelligenza, non pi� della forza bruta, abbiamo l'occasione di concepire una perfetta STRATEGIA di PACE atta ad introdurre il mutamento in piena grazia e senza sofferenza.
Poich� l'intelligenza parte dall'osservazione, cominciamo subito col notare come oggi noi cittadini ci troviamo a vivere in un Paese in cui lo Stato � ancora tutto Cosa Loro: degli statali assunti od eletti a vita. Loro sono lo Stato, noi altri chiss� cosa siamo, nella misera mente di questi accaparratori del sacro Bene Comune.
Ed ora usiamo un altro elemento che sviluppa l'intelligenza: il ricordo. Se si agisse come si � sempre fatto, dirigendo l'intervento popolare direttamente contro gli eletti a vita, la violenza sarebbe inevitabile. Gli eletti hanno tutto il diritto di star l� sugli scranni ed il popolo non pu� cacciarli a meno di usare la forza.
Per�, ed � cos� che si raggiunge il massimo grado d'intelligenza, cercando strade diverse che arricchiscano la rosa delle possibilit�, il popolo ha pieno diritto di rivolgersi, pacificamente, legalmente, civilmente, contro gli assunti a vita nel settore pubblico, in quanto i ruoli pubblici sono un bene collettivo da condividere.
Ecco dunque come passare, in modo del tutto pacifico, da un malefico Stato Cosa Loro, di assunti/eletti a vita, che viene facilmente indirizzato da ogni genere di cricca, elite, lobby, mafia e potentato verso politiche a loro beneficio ed a scapito della collettivit�, ad un Santissimo Stato Nostro, di noi tutti, per il bene d'ognuno.
E' della LEGGE che ci dobbiamo servire: nulla che appartenga a tutti pu� essere dato a vita a pochi. Questo � proprio il principio della tirannia mentre � il principio della democrazia che dobbiamo seguire: ci� che appartiene a tutti da tutti va potenzialmente condiviso. Interrompendo l'assegnazione a vita dei ruoli pubblici, aprendo l'intera Funzione Pubblica alla partecipazione di ogni cittadino dotato dei requisiti necessari e desideroso di prestare servizio, gli eletti a vita si ritroveranno all'improvviso senza quel substrato di fedelissimi disposti a fare qualsiasi cosa per favorire e mantenere i primi laddove invece non metteranno pi� piede.
Usiamo l'intelligenza: facendo come � stato sempre fatto, focalizzandoci contro i potenti, contro i leader di turno, contro le elite economiche etc. non si otterr� mai nulla se non una mai auspicabile violenza. Al contrario, concentrando il nostro impegno verso una Funzione Pubblica condivisa, verso un settore pubblico equamente e solidalmente partecipato, otterremo, in modo del tutto piacevole, quello che abbiamo sempre sognato.
A R M O N I C A R O T A Z I O N E S O C I A L E
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