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Metamorfosare necesse est
Un ampio scenario Copyright � Danilo D'Antonio 18/02/38 - Tutti i diritti riservati - Riproduzione vietata All'interno di questo procedimento, la nostra attenzione va indubbiamente dapprima rivolta al cercar di capire cosa noi umani siamo ora, cosa rappresentiamo, che figura stiamo interpretando, che entit� formiamo, tanto sulla Terra quanto ormai nello Spazio, in modo da poter decidere se la cosa ci stia bene oppure se sia il caso di immaginare cos'altro invece potremmo e vorremmo essere, che ruolo intendiamo impersonificare in questa sconfinata realt� di cui siamo parte. Tutto in questa realt� serve infatti a qualcosa, tutto ha una sua funzione, tutto � connesso ed interagisce con quanto lo circonda seguendo schemi riconducibili a dei ruoli. Noi umani, trovandoci in una condizione estremamente fortunata, abbiamo la possibilit� di poter determinare, entro certi limiti, questa nostra funzione, sviluppando caratteristiche, capacit� e qualit� particolari. Il tanto citato senso della vita concedendosi a noi come un destino continuamente in sospeso, ancora non definito, potendo noi stessi fortemente contribuire a determinarlo. Ad una visione che cerchi di essere distaccata, obiettiva, come se ci potessimo guardare dall'esterno, provando a descrivere la situazione tal qual'�, non possiamo non notare che allo stato attuale delle cose la societ� umana manifesta due tendenze particolarmente esasperate. La prima ci conduce ad aumentare di numero in maniera esponenziale, irresponsabilmente almeno quanto la seconda, che ci conduce ad incredibili gozzoviglie, entrambe queste nostre acute, intense pulsioni vitali trovandosi a dissipare l'intero magazzino di risorse del Pianeta che ci ha generato, lo stesso nostro patrimonio vitale. Per contro una terza tendenza, ben pi� giustificata ed ammirevole, che ci conduce ad osservare e ad aggiustare di continuo la nostra rotta, quindi a moderarci in tutte le nostre espressioni e nel contempo a conquistare sempre pi� alte vette d'eccellenza in ogni campo del sapere, e del potere che ne consegue, rimane una espressione ancora piuttosto limitata del genere umano. Essendo invece proprio quest'ultima la tendenza cui dovrebbe spingerci ogni prudenza e lungimiranza, ogni desiderio di vita. E' vero che la nostra condizione di esseri non percepenti direttamente il futuro non ci permette di sapere oggi cosa accadr� domani. Tuttavia il buon senso, derivante dall'osservazione di fenomeni analoghi, ci permette di guidare noi stessi entro percorsi perfino pi� sicuri che se avessimo una mappa stampata chiaramente sulla carta. L'analogia essendo potente strumento d'aiuto alla conoscenza non solo in un buio percorso di ricerca filosofico ma anche in un illuminato tragitto matematico. Non possiamo allora non riconoscere di trovarci ancora, come organismo collettivo, in una condizione piuttosto instabile e pericolosa, suscettibile di farci regredire o scomparire per uno di quei tanti eventi tragici che hanno non solo caratterizzato ma propriamente formato la storia del nostro Pianeta. Senza considerare che al momento la Terra, vista dall'esterno, dallo Spazio, appare quasi come un allevamento di umani, in parte gi� satolli ed in parte fermamente decisi a diventarlo, tutti comunque potenzialmente destinati a soddisfare i vari appetiti di un popolo alieno pi� progredito di noi. Ad un occhio esterno, che ci osservasse dallo spazio, l'organismo collettivo umano, popoloso, pingue com'�, considerato anche come ha ridotto l'ambiente in cui vive, deve apparire come qualcosa avente sembianze e leggiadria non troppo dissimili da quelle di un qualsiasi nostro animale da allevamento. Leggiadri o meno che ci vedessero, chi, avendo sviluppato maggiori saperi e poteri di noi, si trovasse a passare da queste parti del Cosmo potrebbe benissimo trovarci appetitosi sotto un qualche suo punto di vista, oppure trovare allettante il nostro mondo. La legge principale che regola tutta questa nostra realt� essendo purtroppo proprio quella che vuole che ogni essere esistente sia sottoposto a forte pulsione di divorare l'altro od annientarlo per depredarlo. Lungi dall'essere una battuta scherzosa, occorre ci rendiamo conto che l'esistenza che ci genera e ci imprigiona, per volere di chiss� quale astrusa entit�, � qualcosa che, seppur capace di contenere realt� di sconfinata bellezza e dolcezza, per altra met� � composta da eventi di una drammaticit� cruda e rude al di sopra di ogni sopportazione. Perfino le stelle per splendere dovendo torcersi in una spasmodica stretta gravitazionale, la vita potendo venir generata solo a prezzo della stessa futura morte di chi nasce, il Tutto lottando di continuo sul filo di un equilibrio di abominevole precariet�, senza speranza di altro aiuto se non quella del carattere infinito della realt�, la quale permette, quando ben captata, sempre una possibilit� di soluzione al suo interno. Questa � una situazione generale che dobbiamo afferrare per bene con tutti i nostri neuroni. Non dobbiamo farci ingannare dall'apparentemente tranquillo scorrere del tempo, ch� ad ogni istante esso pu� lasciar spazio al pi� buio degli incubi, con aggressioni provenienti da esseri viventi od anche da cose inanimate. Per questo non possiamo farci incantare dalla bellezza, cos� come non dobbiamo farci angosciare dalla tragedia: semplicemente, per vivere bene in questa realt�, siamo tenuti ad accettare entrambe, facendoci guidare dalla prima e rimanendo all'erta per cercare di evitare la seconda. Riacquisita questa consapevolezza per il caso che l'avessimo persa, ci apparir� chiaro che se non vogliamo essere divorati o distrutti da qualcuno o qualcosa in grado di sovrastarci, dobbiamo imparare noi per primi a sovrastare con qualsiasi virt� scientifica e tecnica ogni cosa od essere, in quest'ultimo caso anche filosoficamente e moralmente. Questo, appunto, non per sbranare o devastare, anzi non dando proprio il pi� piccolo, il bench� minimo, perfino inavvertibile fastidio a nessuno e nulla, bens� per essere in grado di intimorire e far svanire qualsiasi minaccia osasse presentarcisi innanzi, reagendo con sicura, tranquilla efficacia a qualsiasi pericolo. Oggi le nostre ancora molto scarse consapevolezze e capacit� non ci permettono altro che accrescere la confusione esistente ogni volta che ci esprimiamo e rovinare ogni cosa ogni volta che agiamo. Domani potremmo al contrario avere una esistenza ammirevole e caratterizzata da ogni abilit� e virt�, esattamente il contrario di ora. Da una esistenza vissuta per cos� tanti versi ignobilmente e con mediocri fini, totalmente incentrati su di noi, potremmo passare a condurne una che ci lasci esprimere il nostro pi� elevato grado di nobilt� verso l'esterno, innanzitutto restituendo l'originale bellezza e salubrit� alla Terra ed iniziando poi a guadagnare un ruolo degno nell'ambiente in cui si muove il nostro pianeta ed oltre. Scegliendo di volta in volta se brillare pi� luminosi e potenti della stella pi� straboccante d'energia o rimanere cheti, invisibili, nascosti, come la materia oscura che riempie, senza svelarsi, l'intero Cosmo. Sempre e ovunque, comunque, al servizio del bene universale. Per ottenere questo deciso cambiamento di rotta, il primo passo da compiere � il renderci conto ed ammettere il nostro stato grezzo, non ancora formato, altrimenti non troveremo in noi la pulsione e l'energia necessarie ad elevarci. Questo stato semiprimitivo in cui ci troviamo non potendo essere la nostra condizione finale, sia perch� noi umani non possiamo accettare di rimanere per sempre racchiusi in uno stato larvale, sia per non dar adito manco un momento all'ipotesi di essere distrutti da un qualche drammatico fenomeno planetario o cosmico e tantomeno di essere catturati ed annichiliti da forme di vita che hanno invece saputo progredire tecnologicamente pi� di noi. Pur con tutto il rispetto per gli altri esseri che non sono dotati di quelle attitudini che abbiamo gi� mostrato, in embrione, di possedere, noi non possiamo accettare di condividere lo stesso destino di chi non ha avuto mezzi per evolvere. Noi umani, se solo vorremo, potremo abbandonare questa nostra condizione approssimativa ed informe di larva ed avviare un processo di piena metamorfosi, a livello individuale e collettivo, per raggiungere una condizione tale da non farci temere alcun evento catastrofico ed anzi da riempire di rispettosa ammirazione qualsiasi altra entit� pensante ed agente nell'Universo. Perch� noi possiamo far questo, e sarebbe un grosso errore non scorgere la possibilit� della piena realizzazione di questo straordinario frutto della Terra, mentre sar� un conseguimento fantastico, se solo riusciremo a volerlo con la necessaria intensit�. Ridurci e potenziarci. Diminuire di numero e di attivit� inutili e dispendiose: per smetterla una buona volta di massacrarci tra noi alla strenua ricerca di risorse che non bastano mai, e per far s� che le energie della Terra bastino invece a mettere in atto questa nostra prodigiosa metamorfosi, insita nel DNA stesso del nostro Pianeta. Potenziarci senza dissipare: per risolvere tutti i nostri problemi presenti e qualsiasi altro futuro, e per permetterci di raggiungere ogni risultato, e godere di ogni gioia, che sia possibile ottenere in questa realt�. Ridurci e potenziarci. Per trasformarci da ci� che siamo ora, inutile e devastante piaga della biosfera terrestre, ad un essere elegante, bello, armonioso e pure forte, sano e coraggioso, che racchiuda in s� e sappia usare alla bisogna tutte le migliori qualit� degli infiniti esseri viventi, una summa di potenza della vita. Per vivere una esistenza non ripiegata, squallidamente accartocciata su di s�, ma con lo sguardo aperto, attento e premuroso, e felice di aiutare e soddisfare le esigenze di tutto e tutti gli saran dintorno. Uno splendore unico di sublime energia risolutiva e conseguitrice. Diminuire di numero: s'intende per il tramite di interventi culturali tesi ad informare, mai vietando od obbligando. Si legga. Copyright � Laboratorio Eudemonia. 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