La sindrome del prete

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Esiste, in una societ�, un deprecabile comportamento, ricorrente nella storia, che inevitabilmente, per i caratteri di dannosit� e successiva estensione del male, assume i contorni di una vera e propria sindrome collettiva.


Tale irregolare comportamento consiste nell'occupare un ruolo nella societ�, traendone poteri, onori e benefici, senza andare a soddisfare le esigenze per le quali quello stesso ruolo � stato istituito. Questa scorrettezza � grave non solo perch� le masse sono condotte a credere, per il rango di cui si rivestono gli ingiusti detentori di un ruolo, che tali esigenze siano soddisfatte, ma anche perch� contemporaneamente si impedisce alle persone oneste di fornire il loro corretto e verace contributo.

Si tratta di un comportamento cos� allettante, agevole e premiato, che vi scivolano sempre pi� persone. Alla fine menzogna e parzialit�, approssimazione ed omissione, crescono diffondendosi quasi per ogni dove all'interno della societ�, fino al punto che questa rischia di scomparire a causa di una sindrome che, per l'origine evidente del fenomeno, possiamo chiamare "del prete".



Nelle varie societ� umane l'istituto mistico e religioso sarebbe infatti quello che, pi� di ogni altro, dovrebbe mantenerle consapevoli della natura fondamentale delle cose e del generale senso che la vita assume, e richiede, nei vari tempi che si vivono, potendo cos� fornire i canoni aggiornati di una sempre corretta morale. Tante infatti sono le occasioni di errare, e tanto mutevoli sono le direzioni che la vita prende, che l'apporto di specialisti in questo campo sarebbe in vero preziosissimo.

Di fatto, per�, col procedere delle generazioni, questo istituto, per inerzia di pensiero e fedelt� ad idee primitive, nonch� per essere troppo occupato a celebrare se stesso, smette la sua funzione ricercatrice e rimane nettamente indietro rispetto ai tempi. Le masse popolari, non potendo certo esser migliori dei "maestri", anzi da questi spinte a permanere in una condizione di forte arretratezza culturale, ignare di tutto continuano ad ammantarli di augusta aura, e proprio questo immeritato potere permette al tristo istituto di continuare a condizionare tutti gli altri, mantenendo anch'essi tragicamente arretrati ed inadeguati alle esigenze del tempo.


E proprio questa infatti � una delle ragioni principali per cui oggi ci ritroviamo al capolinea del Pianeta: perch� l'istituto che diffonde una filosofia, una mistica, una ontologia arcaiche, basate su idee fuor di realt�, del tutto irrazionali, col suo scorretto comportamento ha fatto finora e fa tuttora arretrare l'intera nostra societ�. Per tragica giunta quasi l'intera assise dei ruoli umani essendo ormai contagiata dalla sindrome del prete: vengono occupati ruoli, vengono ottenuti poteri e benefici, senza che vi sia un apporto di adeguato livello, bens� retrogrado e parziale, generalmente sciatto, insulso, pieno di errori ed omissioni. Queste ultime essendo spesso le pi� gravi, perch� pi� difficili da porvi rimedio.


Ora: la perfezione certo non esiste, ognuno essendo inevitabilmente soggetto a limiti ed errori. Ed infatti non vi sarebbe nulla di anomalo se si ammettesse la propria fallibilit�, non rifiutando la possibilit� che l'inevitabile difetto del proprio apporto venisse integrato da un contributo altrui. Ma l'aspetto essenziale della sindrome del prete, ci� che rende la comprensibile umana limitatezza un grave ed indegno male, � appunto l'uso di impossessarsi della facolt� di intervenire in una data materia, di creare un monopolio di potere d'intervento, in cui l'aura del ruolo di fatto rende insignificante, addirittura nullo, il contributo di coloro che non si sono sottomessi alla generale negligenza.

Con ci� trascinando la societ� in un buio evo retrogrado.



Potr� mai la societ� guarire da questo morbo?


In verit� non vi � nulla di pi� facile, ma allo stesso tempo pi� difficile. Occorre che gli affetti dal morbo, in merito ad ogni convinzione contenuta nella loro mente, pronuncino una formula dallo straordinario potere risolutivo, di continuo, fintantoch� quest'incubo sar� dissolto ed oltre, per sempre, per tener lontane ricadute eternamente in agguato:



Io, al momento, da parte mia, per quanto so, la penso cos�.
M A P O S S O S B A G L I A R M I.



Vi pu� essere qualcosa di pi� legittimo che l'aspettarsi che una persona abbia alla base del proprio pensiero un tale semplice quanto determinante principio evolutivo? Eppure le persone che "credono", che hanno eretto l'intera loro costruzione intellettuale su dei dogmi, che si sono posti essi stessi limiti invalicabili di convinzione assoluta, non ricorrendo sempre e nel dovuto modo alla fondamentale capacit� critica che caratterizza l'essere umano, non sono in grado di pronunciare una tale onesta dichiarazione.


Ed a questo punto sorge allora spontanea la domanda regina dell'intera questione: com'� possibile che persone che "credono", la cui mente ha il funzionamento compromesso da granitici dogmi, da convinzioni non passibili di revisione, possano ricoprire ruoli, perfino di grande importanza, nella vita pubblica di una societ�? Questo evidentemente non � ammissibile!



All'interno del software di un computer, si definisce "bug" un errore di programmazione. In ci� che spesso � un vero e proprio capolavoro di complessa razionalit�, che ci permette di fare tutto ci� che oggi facciamo con un computer, possono rimanere uno pi� elementi di irrazionalit�. L'esito di un programma con tali difetti � potenzialmente compromesso, l'errore finale risultando tanto pi� certo e grave quanto pi� in profondit� tali bug saranno posizionati nel software.

Un credo, un sistema culturale basato su ci� che da tempo sono evidenti superstizioni, opera nella nostra mente ci� che un insieme di bug opera nel software di un computer. Nel sistema organico di razionalit� che ci permette di far fronte alle esigenze della vita, rimane un sottosistema di irrazionalit�. Si tratta di un difetto che non pu� non costarci in qualche modo caro in quanto esso � posizionato in profondit� nel nostro io interiore, inevitabilmente andando a compromettere il nostro prezioso sistema di valori.

Una persona, la cui mente poggia su di uno strato di irrazionalit�, sembrer� far tutto bene ed avere perfino delle grandi capacit�, in quanto la sua intelligenza di superficie non rimane compromessa dalle credenze di fondo. Ma le direzioni, verso cui le credenze dirigeranno le capacit�, risentiranno inevitabilmente della errata impostazione di fondo. Una credenza, una superstizione, dunque una idea irrazionale, trovandosi alla base del nostro software mentale, in quella parte che determina il senso stesso da dare alla nostra vita, non pu� non compromettere l'esito finale dell'intero nostro pensiero e lavoro.


E non possono essere concessi poteri
ad una persona la cui mente si trova in condizioni
di generare un prodotto alterato!



Nell'ambito di un ampio e profondo, nonch� definitivo, processo di guarigione dalla sindrome del prete, occorre iniziare a prendere posizione favorevole sulla necessit� che una persona, prima di ricoprire un qualsiasi ruolo pubblico, o di rivestire un rango, all'interno della societ�, abiuri ogni credenza, ogni idea irrazionale, ogni superstizione, ogni riferimento o ricorso ad entit� soprannaturali, facendo al contempo solenne dichiarazione di fedelt� ad un buon senso dettato da logica e razionalit�.

Tutta la nostra civilt�, ogni avanzamento, non solo tecnico bens� anche morale, della nostra societ� di esseri umani � stato possibile solo per il tramite di una sensibilit� che non si � mai disgiunta da logica e razionalit�. Ed allora a logica e razionalit� venga pagato il giusto tributo di dovervi sempre far riferimento.



Oggi ci attendono prove di un tale peso da lasciarci tutti sbigottiti. Non possiamo affrontarle, non siamo in grado di farlo, lasciando permanere la nostra mente in una condizione cos� compromessa. Troviamo il coraggio di fare ci� che non � stato fatto finora e facciamo infine ci� che deve essere fatto: ripuliamo le nostre menti, resettiamole come facciamo coi nostri computer, e facciamole ripartire solo dopo aver caricato un software, un modo di pensare, un sistema di ideali e valori, finalmente aggiornato e privo di errori.




Ed ora, dapprima cerchiamo di capire: Cos'� una superstizione?

Poi vediamone un effetto palese: Er morbo de li preti

Ed infine iniziamo a curarci: Il vero ed il falso



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