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Copyright � Danilo D'Antonio 04/08/39 - Alcuni diritti concessi - Invio
"Stanno divorando il territorio.
Due sono i binari sui quali corre il treno del berlusconismo urbanistico: libert� di costruire ovunque infrangendo ogni regola, e privatizzazione dei patrimoni pubblici territoriali ..." tratto da: http://www.eddyburg.it/index.php/article/articleview/11696/0/293/ Carissimi Presenti, non possiamo pensare di difendere i nostri territori con successo quando l'intero nostro Paese ed i suoi migliori ordinamenti sono posti sotto un tale massiccio e pesante attacco. Il malefico nostro sistema di vita sta muovendo ormai forze d'incredibile vastit� e potere e solo con una strategia ed un intervento adeguati a quanto subiamo noi DIFENSORI della BIOSFERA e della DEMOCRAZIA possiamo pensare di superare questa fase e di indirizzarci verso un nuovo positivo corso delle cose. Rendiamoci pure conto che il tempo ed il male avanzano insieme sempre pi� veloci e quindi niente di pi� sensato v'� che dalle tradizionali posizioni e tattiche di difesa in cui il progressismo sembra sia da tempo riparato ed in stallo si passi con brio ad altre di deciso movimento verso importanti, fondamentali obiettivi identificati con precisione ed ampiamente condivisibili. E' mia personale, certo irrilevante ma pure convinta, opinione che si debba raccogliere e puntare tutto il nostro impegno, non disperdendone nemmeno una goccia, su questo duplice decisivo obiettivo: PUBBLICO IMPIEGO A ROTAZIONE COMPRENDENTE ATTIVIT� ECONOMICHE PER UNA MET� DELL'INTERO Ragioniamo insieme: pu� esservi ancora dubbio sull'obiettivo di rendere il pubblico impiego un Bene realmente Comune ridistribuendolo periodicamente tra la popolazione? Che forse non � proprio l'immobilismo insito in questa capillare, onnipresente, potentissima organizzazione a generare al suo interno ogni forma di corruzione e collusione con ogni altro ambiente di potere? Com'� che perfino il Capo dello Stato deve andarsene ogni sette anni rimettendo ad altri i suoi poteri mentre un impiegato e dirigente di un ufficio tecnico comunale, provinciale, regionale pu� beatamente rimanere al suo posto di comando, cos� decisivo per l'impostazione che si d� alla nostra terra e vita, fintanto che gli pare? Com'� che ogni carica democratica deve tornare al popolo mentre un giornalista RAI se ne pu� tranquillamente rimanere per pi� di un lustro a raccontarci la sua personale visione del mondo spacciandocela per realt� passando infine il suo posto al figlio? Come pu� mai avvenire che tre milioni di persone, sempre le stesse, abbiano pieno mandato per quanto riguarda la fondamentale Cosa Pubblica, che tutto di un Paese abbraccia e comprende, mentre ai restanti cinquantasette milioni non resta che rimanersene a guardare e subire, l'Articolo 3 della nostra Costituzione (che auspica una generale partecipazione alla vita civile) venendo totalmente disatteso? NO! Non v'� dubbio alcuno nella mia mente, e cos� ormai spero anche nella vostra, che una cos� importante rosa di risorse come la Pubblica Amministrazione debba essere periodicamente redistribuita tra tutti coloro che disponendo dei requisiti necessari volessero impegnarvisi. E, in un'epoca di cos� diffuso e pesante squilibrio, in un'epoca in cui la parola esasperazione esprime pi� di ogni altra il senso di una anomala normalit�, possiamo forse non ritenere che le attivit� economiche, prima di tutte quelle pi� importanti per la vita delle persone, quindi inerenti fondamentali erogazioni e servizi e pertinenti beni inequivocabilmente comuni, non debbano essere ripartite in modo da ristabilire un assetto equilibrato tra sfera pubblica e sfera privata? Che forse la quasi totalit� delle magagne di quest'epoca non derivano dallo sbilanciamento dell'economia verso il privato che viene lasciato libero di fare pi� di tutto ci� che vuole senza alcuna tutela reale dell'interesse e buon senso comune? E che forse questo sbandamento non � stato favorito dall'inaffidabilit� e cattivo funzionamento della PA quando non proprio da questa proditoriamente ordinato? La corruzione e la collusione della PA avendo ormai conquistato ed intriso un numero mai raggiunto prima di nodi del tessuto sociale. PUBBLICO IMPIEGO A ROTAZIONE COMPRENDENTE ATTIVIT� ECONOMICHE PER UNA MET� DELL'INTERO Non v'� cosa pi� preziosa del dubbio quando si tratta di considerare e decidere. Ma, a meno che non si voglia rimettere in discussione il valore della RES PUBLICA, a meno che non si dimentichi che l'EQUILIBRIO � alla base di tutto ci� che vive, noi stessi potendo camminare solo grazie ad esso, una periodica redistribuzione dei ruoli, poteri e redditi della PA aumentati fino a raggiungere pari peso economico della sfera privata non pu� non essere obiettivo degno di essere perseguito fino al suo pieno raggiungimento. Infatti tutti i problemi d'oggi, nostri e del Paese, derivano dal fatto che siamo estremamente distanti dall'essere una repubblica democratica e dall'esservi equilibrio nelle nostre espressioni. Riformandoci come una vera repubblica democratica e ristabilendo equilibrio nel nostro assetto economico la vita torner�, anzi propriamente inizier� a scorrere fluida, piacevole e sicura come mai prima. Oggi il motto che si sente pronunciato pi� di frequente negli ambienti progressisti �: "resistere, resistere, resistere!". Ebbene dobbiamo renderci conto che solitamente si resiste solo quando non si sa cosa fare o non glie la si fa a far nulla. Con questo approccio in effetti non si ottiene nulla perch� nulla si persegue e le forze non possono quindi raccogliersi intorno ad una m�ta precisata bens� solo in un inconcludente sforzo di sopportazione. Se il disegno sociale sintetizzato da queste dodici parole: PUBBLICO IMPIEGO A ROTAZIONE COMPRENDENTE ATTIVIT� ECONOMICHE PER UNA MET� DELL'INTERO divenisse anche il vostro riferimento principale non v'� dubbio che ben altro motto, molto pi� concludente e costruttivo, si udrebbe dappertutto: "attaccare, attaccare, attaccare!". Disponendo noi di una m�ta, della duplice precisa m�ta descritta dalle dodici parole qui sopra, possiamo smettere di sopportare, possiamo fare a meno di resistere, e convogliare invece le nostre preziosissime energie nel perseguimento, non di un obiettivo parziale che lascia le cose cos� come le trova, bens� di un obiettivo completo che ridipinge per intero la tela della societ� e della nostra stessa vita, cancellando i foschi colori d'oggi e portandovi una delicata dolce crom�a che sol ad immaginarla il cuor si gonfia di pulsante desiderio. Pensate: a che pro esaurirsi per ottenere l'Acqua Pubblica quando con quasi lo stesso impegno possiamo ottenere che met� delle attivit� economiche divengano pubbliche? A che pro sfinirsi controbattendo una per una le mille aggressioni del sistema quando possiamo passargli avanti e ricostruirlo da capo cos� come dovrebbe essere? Attaccare, attaccare, attaccare! Pacificissimamente, sempre nel pieno rispetto di ogni legge e regola civile, con quella allegra paciocconeria di chi infine ha scoperto il gioco degli scorretti e sta ristabilendo ci� ch'� giusto. Si tratta soprattutto di creare una nuova cultura, con scritti, articoli, saggi, romanzi, poesie, canzoni, odi, poemi, si tratta di creare immagini e simboli, video e film, che esprimano i concetti che ci interessano, si tratta di inventare ogni cosa, in ogni ambito, che possa insomma servire come un ariete per buttare gi� le mura della vecchia cultura e come un poliedrico meccano per costruire un nuovo moderno edificio sociale. Attaccare, attaccare, attaccare: - se vogliamo che TUTTI i nostri sogni si realizzino, aboliamo la Mafia di Stato, aboliamo l'accaparramento dei ruoli, poteri e redditi pubblici. Aboliamo dunque l'impiego pubblico a vita. Affermiamo invece gioiosi la Res Publica, la Democrazia. Affermiamo dunque la periodica redistribuzione di ruoli, poteri e redditi pubblici per il tramite della rotazione! - se vogliamo che la nostra terra torni ai suoi FASTI NATURALI, se vogliamo condurre la societ�, e dunque noi stessi, ad una vita cos� come l'abbiamo sempre sognata, rintuzziamo l'economia privata. Affermiamo dunque il ristabilirsi di un equilibrio di peso economico tra attivit� private ed attivit� pubbliche. Non � mai bene fare passi avventati. Occorre sempre riflettere quando si prendono decisioni. Ed allora riflettiamo insieme sviluppando appieno il disegno sintetizzato in queste dodici parole: PUBBLICO IMPIEGO A ROTAZIONE COMPRENDENTE ATTIVIT� ECONOMICHE PER UNA MET� DELL'INTERO Un carissimo saluto, danilo d'antonio Equilibrio Economico Impiego Pubblico Democratico La Celebrazione del Nostro Territorio S V I L U P P O , O G G I ?Copyright � Laboratorio Eudemonia. Alcuni diritti concessi Sito Web attivo dal 30 - Versione 5.0 - Webworks by HyperLinker.com |