Il mercato delle innovazioni sociali

Dalla palude della politica, alle vette dell'eccellenza

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Immaginiamo di disporre, d'un tratto, di un luogo di partecipazione civile dove ad un semplice cittadino sia possibile esercitare una forma di democrazia diretta molto speciale, potendo egli, da solo, presentare una o pi� proposte relative all'ordinamento giuridico del suo Paese.

Ed immaginiamo pure che, in questo stesso luogo d'intervento politico, ognuno abbia facolt� di esprimersi direttamente in favore di quelle proposte, presentate da altri cittadini, che lo entusiasmino, potendo lasciare in una ignota oscurit� le altre.

Immaginiamo, infine, che una ricca ricompensa spetterebbe a chi ideasse una nuova tecnologia sociale che fosse da ultima approvata dal Governo. Questo allo scopo di ottenere una partecipazione folta ed appassionata, soprattutto stimolata a concepire interventi di qualit� sempre crescente. Per intenderci, nulla a che vedere coi tristi apporti, con le faziose furberie, che oggi provengono da formazioni politiche che, comunque agiscano, rimangono sempre in auge, perch� non � prevista altra scelta. Bens� interventi contenenti genuine e veraci idee, il cui livello qualitativo si elevi sempre pi� proprio in virt� della selezione operata dagli stessi cittadini.

Ad un certo punto, quelle proposte, che incontrassero il favore di un numero pre-stabilito di persone, sarebbero automaticamente portate all'attenzione dei tradizionali Organi di Governo per una considerazione finalizzata ad una loro promulgazione, dopo un adeguato perfezionamento, o ad un rigetto. Essendo tali organi tenuti, comunque andassero le cose, a condurre uno studio, ed a consegnare ai proponenti una relazione, sulla questione in oggetto.

Non sarebbe stupendo disporre di una simile opportunit�, ben diversa da, e pi� moderna, ricca ed articolata di, quella offerta dall'Art. 71 della nostra Costituzione, che consente, s�, di presentare proposte di legge, ma per iniziativa popolare, ad opera quindi di almeno 50.000 elettori, permettendo per tanto poche proposte, per lo pi� di risposta a tristi situazioni gi� esistenti, dettate da stati di necessit�. Quanto di pi� lontano, quindi, da quell'offerta ampia e pro-attiva, elevata in qualit� e novit�, che tipicamente si genera proprio in virt� di un possibile premio.

Qui osiamo immaginare tutto ci�, ritenendo che una simile innovazione ci permetterebbe di integrare l'oligarchica forma rappresentativa della nostra presente struttura, ancora solo vagamente democratica e basata esclusivamente sulla politica, con una partecipazione popolare diretta attiva e ricca, che nella creativit� premiata trovi un potente motore evolutivo per la societ�.


Gi� da un bel po' di tempo, quando ci occorre, o semplicemente desideriamo, un oggetto materiale, per averlo non dobbiamo far altro che recarci in un qualche negozio. Qui ci guardiamo intorno, chiediamo informazioni, verifichiamo quali sono le varie possibilit�, magari concedendoci pure di rimandare l'acquisto ad una data successiva per avere l'opportunit� di conoscere meglio la materia e di rifletterci un po' su. Dopodich�, quando abbiamo deciso, torniamo all'emporio ad acquistare l'oggetto, lo paghiamo, e ce lo portiamo a casa, iniziando da subito a goderci i benefici che esso introduce nella nostra vita.

Il fatto che qualcuno tragga un guadagno dal nostro acquisto, che vi sia chi ne ricaver� un beneficio economico, non ci impensierisce affatto, preoccupandoci noi soltanto del fatto che l'oggetto sia di buona qualit� e che il prezzo sia quello giusto, per non ceder pi� di quanto riceviamo. Ma il principio del "do ut des", del fatto che ringraziamo qualcuno, premiandolo, per ci� che ha saputo realizzare, non � da noi messo minimamente in discussione.

Anzi, ci rendiamo conto che il pagamento � cosa semplicemente dovuta, ma soprattutto che � proprio l'esistenza di un mercato, in cui sia possibile selezionare l'oggetto che si preferisce, in cui sia possibile scegliere il miglior prodotto al miglior prezzo, ad aver fatto, ed a far ancora, progredire cos� tanto lo strumentario materiale che utilizziamo giorno dopo giorno.


Ebbene: esiste un solo motivo per il quale questo stesso sistema basato sulla libera scelta personale non possa essere usato per procacciarci gli elementi di quello strumentario immateriale che sono i nostri ordinamenti giuridici, che per giunta una cos� onnipresente, e sempre pi� pesante, influenza hanno ormai nella nostra vita? La nostra risposta �: no, pensiamo non sussista alcun impedimento a che ci� possa accadere.

Non dimentichiamo infatti che il nostro sistema di governo non ci offre pi�, gi� da tempo, la possibilit� di compiere una vera scelta. I politici, non solo i nostri ma non a caso anche quelli degli altri Paesi sviluppati, essendo stata loro permessa una prolungata, stabile permanenza nel ristretto ambiente dei luoghi del potere, non si differenziano pi� gli uni dagli altri, e le idee e proposte da loro partorite sono ormai prive di vero valore, specie se relazionate alle urgenti necessit� della realt� che stiamo vivendo.

Allo stato attuale delle cose possiamo dire che, pi� che essere inseriti in un ordinamento democratico, siamo invece sottoposti ad una vera forma di oligarchia, un governo di pochi che malconducono e spesso sopraffanno le vite di molti.


Proviamo, solo per un attimo, a pensare alla raccapricciante ipotesi che anche nel campo degli oggetti materiali fossimo sottoposti ad un sistema produttivo avente le stesse regole del nostro sistema di governo. Come pensate sarebbe la qualit� di un elettrodomestico, di un'auto, di un computer, di un vino, di un pane, di un qualsiasi prodotto che provenisse da ditte ed aziende che fossero impostate ed agissero come partiti politici?

Perch� � proprio questo il punto! Che frigorifero pensate vi riportereste a casa senza aver mai avuto alcuna reale possibilit� di scelta? Che prodotto pensate vi toccherebbe se non disponeste di quel meccanismo che vi consente di versare il vostro denaro con precisione nelle tasche di chi ha fatto un buon lavoro, evitandovi al contempo di doverlo distribuire ad una canea di incapaci? Solo un rottame, solo uno sfasciume, potremmo ricavare da un sistema di questo tipo!


Pensiamo, allora, che per le leggi, per gli ordinamenti, le norme, i disegni, i progetti, le tecniche, le procedure di quelle strutture che ci tengono insieme, che ci danno la forma, e da cui quindi spesso non possono non derivare i nostri stessi sentimenti, avviene proprio cos�. Oggi deleghiamo TUTTO il nostro potere a chi � cos� ambizioso e superbo da ritenere di poterci rappresentare. Per noi stessi, manteniamo solo il potere di scegliere questo o quel presuntuoso, mentre altro e pi� preciso e conveniente atto di scelta, nonostante i progressi compiuti dalla popolazione in campo culturale, non ci � stato ancora reso possibile, il tradizionale sistema consentito dall'Art. 71 ed i mezzi di ripiego quali le petizioni, gli esposti, etc. non potendo certo permettere espressioni di sufficiente creativit�, novit� e ricchezza.


Oggi continuiamo a pagare politici (immersi in un sistema basato su continui scambi di favori, che, non foss'altro per questo motivo, non pu� non rovinare tutto ci� cui si avvicina) retribuendoli sempre, quali che siano i risultati del loro "lavoro". Al contrario, non abbiamo possibilit� di proporre, scegliere e premiare alcun singolo intervento, con questo non avendo modo di incentivare quantit� e qualit� dell'offerta. Ci� che � possibile ottenere da un simile sistema non pu� certo essere un prodotto di buon livello, bens� soltanto di quart'ordine, qualcosa che in un sistema di mercato nemmeno verrebbe guardato, o se lo fosse lo sarebbe solo per l'ilarit� che susciterebbe.

Al contrario, proviamo ad immaginare cosa potremmo ottenere se quelle stesse capacit� e qualit� umane che rendono possibili cos� tanti ed incredibili conseguimenti nel mondo della scienza e della tecnologia industriale, se quelle stesse genialit� che sono alla base dei tanti capolavori che si realizzano nel campo dell'arte e dello spettacolo, se quelle stesse doti di coraggio e tenacia che permettono cos� elevate performance nelle arene dello sport e dell'avventura, venissero utilizzate allo scopo di far evolvere la nostra societ�! Continue scoperte, affascinanti meraviglie e record crescenti anche nel campo dell'evoluzione sociale: ecco cosa otterremmo!

Perch�: cos'� che genera scoperte, capolavori e record? E' certo, s�, un'attitudine ed una passione intrinseche alla persona, ma � anche e soprattutto la possibilit� di un adeguato premio alla fine di tante fatiche.


Premi congrui dobbiamo allora offrire a chiunque vorr� usare il suo ardore per fornirci i modi per tirarci fuori dalla nauseabonda palude in cui siamo finiti. Premi considerevoli siano concessi a coloro che useranno la loro genialit� per trasformare questo osceno film dell'orrore di infima categoria in un entusiasmante film d'avventura e d'amore di prim'ordine a lieto, lietissimo fine.

Lungi dall'invocare una modifica di peso eccessivo, ben consapevoli che altrove competitivit�, mercato e privato vanno invece abbondantemente ridotti, semplicemente diretti a stabilire un equilibrio nel nostro sistema di governo con l'introduzione di un valido strumento di partecipazione democratica, soprattutto desiderosi di aprire una via maestra all'innovazione sociale, attualmente vergognosamente posta al bando, costretta all'esilio a vita, auspichiamo la nascita di un indispensabile quanto urgente Mercato delle Innovazioni Sociali.







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