Ad osservare i comportamenti dei nostri governanti, pur nella gran confusione dei tempi, si percepisce chiaramente che a volte essi vorrebbero, s�, proporre delle riforme giuste e sostanziose ma non lo fanno per non alienarsi le simpatie dei loro rispettivi elettori, troppo desiderosi di mantenere una qualche condizione esistente nella quale godono di ingiusti privilegi e si sentono sicuri.
Il presente sistema democratico, un vero e proprio esempio di archeologia politica tenuto insieme pi� dalla paura che si ha ad intervenire su di esso che da un effettivo apprezzamento, rende il dialogo con gli elettori piuttosto pericoloso per il politico, il quale preferisce quasi sempre svirgolare, molto a lato, rispetto alle questioni, quando pure giunge a conoscerle. Si preferisce in somma permanere silenziosi ma potenti sulla scena piuttosto che disposti a parlare ma impotenti fuor della ribalta.
A questo punto per� notiamo come sia sopraggiunto un fatto importante. Ogni categoria sociale, a furia di sguazzare in questo sistema retrogrado, si trova ormai comunque in una qualche condizione di malessere, alle prese con miriadi di problemi ed elevata instabilit�, per il qual motivo in realt� farebbe bene a tutti che i problemi veri venissero finalmente affrontati e che certe verit� tenute finora nascoste uscissero definitivamente allo scoperto.
Ma come fare ad ottenere ci� con questa politica che consta di persone ed istituzioni che risalgono al secolo scorso? Bene, l'opportunit� di fatto oggi potrebbe esistere e precisamente potrebbe essere quella di creare una speciale istituzione tramite la quale possano essere i cittadini stessi a proporre, in un nuovo agevole ed efficace modo, nuove idee e regole comuni. Una volta che i cittadini avessero posto le questioni calde all'attenzione dei politici, questi non potrebbero esimersi dal considerarle, nonostante gli sguardi astiosi di qualsiasi altrettanto retrograda categoria sociale che li avesse eletti.
Proviamo allora ad immaginare uno strumento d'interazione sociale tramite il quale noi cittadini potessimo, dopo averli concepiti ed elaborati a puntino, esporre efficacemente i singoli possibili elementi della nuova societ�, del nuovo Paese, che desideriamo, una vera assemblea democratica plenaria e continua che potesse pure vedere premiate le idee migliori:
il-mercato-delle-innovazioni-sociali
E proviamo ad immaginare anche il modo in cui potessimo da subito confrontarci e prendere posizione su queste nuove proposte:
the-patchwork-model
Il "mercato delle innovazioni sociali" ed il "modello patchwork", insieme, potrebbero costituire uno strumento di straordinaria efficacia per condurci fuori dalle secche in cui siamo finiti. Se davvero desideriamo che la nostra societ� faccia un passo avanti apriamo la porta del Parlamento ai singoli cittadini: eliminiamo il monopolio della politica dei partiti e facciamo s� che ognuno di noi possa apportare il proprio personale contributo alla causa comune.
Teniamo a mente che i gruppi sono, s�, forti (l'unione fa la forza) ma per vari motivi d'ordine burocratico/organizzativo sono anche poco sensibili, mentre il cittadino �, s�, debole (perch� solo) ma � l'entit� che riesce a godere del maggior livello di sensibilit� e di creativit� (pensate ai geni nelle varie arti: son sempre singoli cittadini, individui, mai gruppi di persone). Usiamo dunque ognuno al suo meglio, non al suo peggio. Facciamo che ognuno dei 58 milioni di cittadini di questa Repubblica possa ricorrere alla propria originale sensibilit� e scatenare la propria creativit� per trovare quelle preziose soluzioni che attendiamo da tempo. Infine gli organi tradizionali di governo considererebbero e decidererebbero.
Questa s� che sarebbe Democrazia!
I migliori riguardi,
Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia