Posto che l'ipotesi di istituire un mercato delle innovazioni sociali sia valida, e posto che la societ� gradisca considerarla, � certo che una moltitudine di libri sar� scritta per esaminare in dettaglio il dove, il quando, chi e come potr� essere parte di questo nuovo, entusiasmante e fertile luogo di evoluzione sociale. Qui ci limitiamo a tracciarne a grandi linee la costruzione, in un modo comunque sufficientemente definito tale che rappresentanti delle varie specializzazioni interessate che fossero delegati a realizzarla possano condurla a buon fine.
Per prima cosa, occorre considerare l'aspetto giuridico dell'innovazione qui auspicata. Allo stato attuale delle cose, la legge prevede vari tipi di protezione per i prodotti dell'ingegno. In linea generale, pu� esser protetto con brevetto (se di pertinenza della tecnica scientifica e riproducibile industrialmente) od � comunque protetto col diritto d'autore (se di pertinenza della cultura o dell'arte) tutto ci� che si concretizza in un oggetto materiale (e di recente anche digitale, virtuale).
Al contrario, idee e concetti al momento non sono protetti, allo scopo di favorirne la diffusione. Per un analogo scopo di libero accesso alle informazioni, non sono protette dal diritto d'autore leggi, ordinanze, atti ufficiali e simili emessi dalla pubblica amministrazione.
Ci� che occorre, nel caso si voglia istituire un sistema di ricompense per gli ideatori di quelle riforme che fossero accettate dalla societ�, � l'estensione di una forma ad hoc di brevetto a quelle idee che, parafrasando le condizioni necessarie al rilascio di un brevetto industriale,
abbiano pertinenza con la tecnologia sociale,
possano essere applicate in ambito giuridico,
posseggano un necessario requisito di novit�,
nascano da una specifica attivit� inventiva, non risultando quindi in modo evidente dallo stato della tecnica.
Tale nuovo tipo di brevetto (eccezioni atte a soddisfare varie necessit� subentrate nel tempo sono ben possibili nel diritto, anche in quello inerente la protezione dei prodotti dell'ingegno) sarebbe finalizzato a garantire al suo titolare l'avere un ritorno finanziario dallo Stato nel caso questi facesse uso della sua proposta.
Occorrerebbe dunque istituire un Ufficio per la Protezione dell'Innovazione Sociale, con un Archivio contenente tutte le proposte presentate aventi soddisfatti i suddetti requisiti di accettazione.
Tali proposte non godrebbero invece di alcuna protezione dal diritto d'autore, la loro possibilit� di diffusione rimanendo inalterata, venendo solo assicurato tramite il nuovo tipo di brevetto una giusta ricompensa per chi si fosse prodigato per migliorare la propria societ�.
Procedendo: naturalmente occorre un luogo fisico e virtuale (fisico soprattutto per la gestione, telematico per il pubblico accesso) dove esporre tanto le regole che disciplinano il mercato quanto i prodotti dell'ingegno umano finalizzati a migliorare ed a rendere pi� bella e potente, pi� salubre e benefica, la nostra organizzazione.
La presentazione delle proposte, possibile da parte di singoli cittadini quanto di pi� persone cooperanti, pu� avvenire di continuo, in qualsiasi momento, pagando una accessibile somma per le spese di procedimento e di mantenimento del file in archivio.
Una volta superato il preliminare esame di conformit� ai requisiti richiesti, l'innovazione pu� venire catalogata ed esposta in pubblico nella sezione pi� indicata per tipologia.
Nel suo proprio mercato, l'innovazione sociale avr� la possibilit� di venir votata, letteralmente "acquistata", da un numero di persone, definito in sede di istituzione di questo nuovo luogo di espressione democratica, sufficiente al fine che essa possa essere presa in considerazione dalle Camere della Repubblica per una valutazione conclusiva e decisiva.
La frequentazione e l'uso del mercato delle innovazioni sociali dovrebbe naturalmente essere promosso dallo stesso apparato statale, trattandosi di uno strumento di primaria importanza per l'esercizio della democrazia diretta.
Per la diffusione dell'idea innovatrice non potr� essere utilizzata pubblicit� a pagamento, la quale, con il suo abominevole modo d'essere, traviserebbe il valore delle proposte in favore di quella su cui venisse riversato pi� denaro.
L'Ente preposto alla raccolta, esame e gestione delle proposte dovr� naturalmente prevedere una armonica rotazione del suo organico, pena la non affidabilit� del suo personale.
Con l'istituzione di una protezione legale per le innovazioni sociali e di un mercato dove queste possano essere offerte, l'ideatore acquister� un suo potere tanto riguardo l'uso quanto riguardo lo stabilirsi del prezzo della sua proposta. Tale prezzo verr� concordato con l'autorit�, tenendo presente, oltre che l'impegno inventivo, anche la sua diffusione ed utilit�, nonch� la profondit� del cambiamento indotto nella societ�.
Una base per l'individuazione dell'ordine di prezzo da attribuire alle innovazioni sociali adottate si pu� avere mettendo a confronto questo tipo di prodotto dell'ingegno con altri tipi di prodotti, aventi una certa affinit�, il cui prezzo sia gi� stabilito. Ad esempio � possibile far vago riferimento al prezzo che una persona paga complessivamente per l'insieme di routine che costituiscono il sistema operativo del suo computer, quel software di base che fa funzionare tutti gli altri programmi.
Il nostro corpus giuridico, infatti, similmente fa da invisibile substrato ai nostri movimenti, alle nostre azioni, indirizzando in maniera considerevole perfino le nostre parole e pensieri. Ed allora, cos� come il singolo nuovo, pi� evoluto, modulo d'aggiornamento del sistema operativo va a far meglio funzionare l'intero sistema pc, anche il singolo nuovo, pi� evoluto, elemento giuridico del nostro sistema di leggi andr� a far meglio funzionare l'intero sistema sociale, quindi l'intera nostra vita.
A titolo di esempio, e per mettere subito in pratica, per quanto ci riguarda, quanto qui finora teorizzato, questa stessa idea dell'istituzione di un Mercato delle Innovazioni Sociali, viene dal suo autore valutata in dieci centesimi di euro (valore alla data di pubblicazione della proposta) per ogni cittadino italiano facente parte della Repubblica al momento della sua eventuale istituzione.
Sarebbe a dire che, nel caso questa proposta venisse accettata, avendo dapprima soddisfatto i requisiti riportati sopra, poi votata da un numero di italiani sufficiente a farla considerare dalle Camere, ed infine da queste promulgata, il suo ideatore verrebbe a percepire una somma di tale ordine di grandezza.
Ben meno andrebbe naturalmente a quel contributo che influisse parimenti meno nel nostro sistema organizzativo. Mentre sarebbe anche maggiore la ricompensa per un contributo parimenti di pi� gran influenza. Ma di questo tratteremo pi� diffusamente tra breve ...
E' da notare che, una volta depositata una proposta all'apposito ufficio per la protezione delle innovazioni sociali e da questi accettata ed esposta pubblicamente nel relativo mercato, non sarebbe pi� possibile promulgare una legge avente lo stesso contenuto senza considerare questo primato, senza concedere al suo ideatore il diritto di reclamarne e trarne beneficio economico.
E' proprio questo meccanismo, del diritto del primo, che ha fatto progredire cos� consistentemente e velocemente la tecnologia scientifica, e proprio questo meccanismo potrebbe parimenti far progredire la tecnologia sociale.
Chiaramente, e ripetendo, tale diritto andrebbe limitato all'applicazione, all'uso pubblico, statale, ufficiale dell'innovazione, l'idea non avendo invece alcuna protezione riguardo la sua normale diffusione, potendo cos� essere ripresa, pubblicata e sviluppata a volont� per il raggiungimento di ulteriori traguardi.
Con questo s'intende dire che ci� che viene concesso all'ideatore � il diritto a ricevere un compenso qualora la sua proposta venga utilizzata e posta nel corpus giuridico del suo Paese. Per il resto, l'idea pu� continuare ad avere la sua leggiadra, brillante, lampante vita e vitalit� di sempre.