Cancellazione del debito: una duplice opportunit�
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Da qualche tempo, e pi� si va avanti pi� monta la marea, si sta affermando nelle nostre menti la consapevolezza della necessit� di cancellare il debito che i paesi pi� poveri avrebbero nei confronti dei paesi pi� sviluppati.

A vedere le condizioni di entrambi i fronti, quelli opulenti del nord/occidente e quelli miseri del sud/oriente, tale sentimento appare naturalmente pi� che giustificato, non potendo dimenticare, anche, che i primi hanno comunque operato, nei secoli, un largo sfruttamento delle risorse umane e naturali dei secondi.

A questo pressoch� comune sentimento, che condividiamo pienamente, vorremmo ora aggiungere una brevissima considerazione.



Tutti sappiamo, e non dovrebbe trascorrere un solo istante senza tale consapevolezza, che il nostro pianeta � ormai estremamente sovrappopolato e la crescita del numero dei suoi abitanti umani rimane tuttora terribilmente elevata.

Non dimenticando i malefici effetti delle ipertrofiche attivit� economiche dei paesi pi� sviluppati, e del loro gi� pesante contributo al fenomeno della sovrappopolazione, per quanto riguarda l'incerto destino del nostro mondo, notiamo che anche nei paesi meno sviluppati, quelli dove non si trova una briciola di pane od una goccia d'acqua e che, soprattutto per questo, sono affetti da violenze endemiche, sono anche quelli in cui le popolazioni ancora maggiormente soggiogate da una cruda legge di natura che li conduce ad una riproduzione quasi coatta, continuando cos� ad elevare ancor pi� il numero di abitanti sul pianeta.

Finora praticamente nulla si � fatto (per lo pi� per timore di incorrere in antipatie varie) per cercare di migliorare tale situazione e far s� da limitare nascite che sono destinate od a precoci ed atroci morti per fame, malattie e guerre, o nella migliore delle ipotesi ad appesantire un pianeta gi� stracarico.

Ora, con la proposta di abolire il debito, e con il gran risalto in �mbito mondiale che tale nobile gesto avrebbe, una grande opportunit� si presenta ai paesi pi� sviluppati. Nel cancellare il peso del debito v� anche, nel contempo, instaurato un dialogo diretto coi paesi pi� poveri, tanto coi governi (che troppo spesso mirano quasi soltanto a rinfoltire gli eserciti) quanto direttamente e diffusamente coi popoli stessi, un dialogo mirante ad illustrare le atrocit� conseguenti (per gli individui) ad una riproduzione selvaggia e la tremenda situazione demografica (per l'intero pianeta).

Vanno specificatamente e diffusamente illustrati i benefici dell'autodisciplina riproduttiva a partire dal fatto che una prole pi� numerosa oggi non significa maggiore ricchezza, come forse poteva accadere cent'anni fa, ma certamente maggiore povert�.



Cosa questa che ci accomuna tutti sul pianeta: far continuare a crescere la popolazione, oggi, senza far nulla per cercare di stabilizzarla, non significa affatto dar sviluppo all'umanit� ma anzi deteriorarla, forse definitivamente.

Non bisogna sciupare quindi l'occasione di unire al nobile gesto della cancellazione del debito quello altrettanto nobile di avviare una seria campagna di consapevolezza demografica a livello mondiale. Un'occasione come questa potrebbe non ripresentarsi in tempo utile.





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