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Come vincere la corsa allo sviluppo
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Da ogni dove, continuamente, si susseguono invocazioni allo sviluppo economico e tecnologico. Paesi, le cui economie sono le pi� avanzate nel mondo ed hanno conquistato enormi ricchezze, continuano a perseguire ad ogni costo un ulteriore sviluppo. Uomini di governo, capi di stato, persone mature, spesso anziane, che in ogni caso dovrebbero saggiamente invitare alla prudenza, alla calma, alla moderazione, spingono interi popoli ad una continua, nei fatti disastrosa, corsa per la supremazia economica e tecnologica.

Ogni rapporto umano all'interno delle societ� sta venendo distrutto, e perfino le persone pi� pacifiche e per loro originaria virt� pi� disinteressate, quelle che mai avrebbero guardato ad alcuno in maniera avida, vengono istigate e condotte da ogni persona al potere a trasformarsi in rapaci individui, in competizione l'un contro l'altro, lanciati in una caccia senza tregua fino all'ultimo cliente.

Perch� tutto questo?

La ragione autentica non va sicuramente cercata in un anelito verso la migliore qualit� della vita, qualit� che � gi� drasticamente ridotta, la vita stessa essendo messa a repentaglio dai ritmi frenetici cui � costretto l'essere umano e dallo scempio del mondo naturale. N� possiamo trovare tale ragione nel fatto che nei Paesi pi� sviluppati vi siano ancora delle persone povere. Questo non lo si deve certo all'insufficiente livello di sviluppo economico raggiunto, bens� ad una mancata equa ridistribuzione del lavoro, e dei redditi che ne derivano, tra tutti i componenti della societ�.

E possiamo forse trovare la ragione autentica della sconsiderata pulsione ad uno sviluppo ad oltranza nel puro desiderio di portare il benessere nei Paesi non ancora sviluppati? Semmai nel reperimento di mano d'opera a costo pressoch� nullo, nell'apertura di nuovi mercati, e nello sfruttamento di nuovi territori. Ed ancora possiamo mai credere che esista uno "sviluppo sostenibile", cos� come attualmente concepito, dove le variabili da sviluppare siano sempre e solo quelle demografiche, economiche, e tecnologiche? E' una bella invenzione, certo, ma buona solo per i gonzi. Se i Paesi ancora in via di sviluppo bene faranno ad uscire dalle loro presenti condizioni, ben diverso dovr� essere il nostro sviluppo futuro.

Noi popoli ipersviluppati, ragionando con onest�, possiamo mettere ben a fuoco la vera ragione, l'unico motivo davvero valido della nostra corsa allo sviluppo, che coincide in effetti con il pi� grande problema delle nostre societ�, e quindi possiamo concentrarci su tale problema e trovare la pi� appropriata, pi� giusta soluzione.

Esiste, in verit�, una ragione realmente valida che ci ha condotto finora lungo la strada di uno sviluppo economico/tecnologico ad ogni costo. Questa ragione consiste nel fatto che occorre scongiurare il pericolo reale di una invasione dapprima commerciale e di una successiva sopraffazione totale del proprio Paese da parte di qualsiasi altro Paese del mondo che sia in grado di correre pi� veloce. Si tratta di un pericolo concreto, che spiega perfettamente anche perch� i Governi continuino caparbiamente a perseguire una crescita demografica ben oltre il limite che sarebbe consigliabile. Si tratta di un pericolo che va affrontato con il massimo impegno, cominciando col dichiarare apertamente e diffusamente la tragica realt� umana e prendendo quindi i dovuti provvedimenti.

Piuttosto che continuare a perseguire una crescita cieca dell'economia, della tecnologia, della popolazione, un tipo di sviluppo che condotto cos� come avviene oggi non pu� che finire in danno per ognuno dei popoli di questo Pianeta, i Governi devono concentrare le proprie energie nella stipulazione di patti indissolubili tra le nazioni, patti che ci conducano ad una pace di concezione e livello di molto superiori a quella finora perseguita.

Tali patti devono necessariamente comprendere norme di autocontenimento economico, tecnologico e demografico. Occorre adoprarsi affinch� ogni Paese, di concerto, si doti di mezzi costituzionali per autodisciplinarsi in modo che venga impedito il loro potenziale straripamento nei territori altrui. Occorre istituire apposite norme e commissioni internazionali che con obiettivit� tengano sotto controllo i livelli dei vari tipi di sviluppo raggiunti e raggiungibili da ogni Paese. E naturalmente, l� dove possibile, occorre fornire un buon esempio, cominciando da se stessi e dal proprio Paese, cominciando proprio dall'ambito demografico.

Questa � la vera, pi� importante sfida della nostra epoca. Questa � la direzione cui dobbiamo rivolgerci. Perch� sulla base di questi accordi verr� deciso il nostro destino, e grazie a questi accordi potremo tutti vincere definitivamente la corsa allo sviluppo.



Working for a Deep Peace

La pace, cos� come oggi concepita, non � pi� sufficiente. Occorre immaginare i modi per raggiungere una pace pi� profonda.







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