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La scienza ha metodi precisi. Seguendoli si ottengono risultati corretti che ci permettono di gestire la realt� in modo benefico. Se invece ce ne distacchiamo possiamo essere certi di NON star facendo buona scienza e che non avremo risultati desiderabili. Uno dei dettami da seguire con maggior rigore � quello dell'obiettivit�, del non rimanere legati ad alcun punto o situazione che possa in qualche modo inficiare la nostra analisi. Un altro � quello che malvede le specializzazioni quando si affronta la complessa interdipendenza delle cose della vita.
L'approccio seguito dalla scienza relativamente al fenomeno demografico non � stato corretto per entrambe le ragioni. Gli scienziati hanno affrontato il tema demografico come loro solito: in modo specialistico, sulla base di dati aritmetici ed in una visione puramente meccanicistica, isolandolo dal ben pi� ampio contesto vivente interessato. Ma la peggior cosa, che causa anche la prima, � che � mancata loro l'obiettivit� necessaria a distinguere gli effetti e l'evoluzione del fenomeno demografico nei due tipi di societ� che si possono avere:
- ad organizzazione tirannica,
- ad organizzazione democratica.
Se � vero che la natura ha i noti insuperabili limiti cui cos� spesso gli scienziati fanno riferimento da decenni, la societ� (e la scienza con essa) ha infatti ancora parecchi taboo da superare. Uno di questi taboo, perfino ignoto ai pi� quindi tra i pi� incrollabili, � quello relativo al fatto che DEMOCRAZIA � concetto e metodo che non pu� riguardare soltanto il ristretto ambito governativo ma deve coinvolgere anche ed innanzitutto il ben pi� ampio e consistente serbatoio di conoscenze, incarichi, poteri e risorse della Pubblica Amministrazione. Gli scienziati, approfittando del fatto che noi persone "comuni" non avevamo Internet e non potevamo accedere direttamente alla conoscenza, ci hanno tenuto fetentemente nascosto che un Paese che vuol essere democratico ha da assegnare a tempo determinato i ruoli tutti della Res Publica in modo da permettere la partecipazione di pi� cittadini competenti in materia. Per non rinunciare alle "loro" cattedre ed impieghi, gli scienziati ci hanno fatto credere che democrazia coinvolgesse il solo ambito delle decisioni e non pure quello delle mansioni. In tal modo, non rivelando al mondo che i Paesi che si definiscono democratici lo sono in realt� solo per una piccola percentuale dell'intero pubblico, gli scienziati hanno lasciato che i fenomeni umani continuassero a svolgersi nell'ignoranza necessaria alle tirannie per regnare. Conoscenze e consapevolezze di grande importanza, che introducendo il tempo determinato nel Pubblico Impiego si sarebbero diffuse agevolmente e velocemente, son rimaste confinate in ambienti ristretti senza poter essere utilizzate. Dovendo cos� ognuno far del suo peggio. Conseguenza ne � che da tempo essi ricorrono al concetto di SOVRAPPOPOLAZIONE senza chiarire che si tratta di situazione che sorge pi� facilmente ed � pi� difficilmente gestibile in Stati tirannici mentre in Stati davvero democratici (in democrazie compiutamente realizzate) sorgerebbe pi� difficilmente e sarebbe pi� facilmente gestibile. Il termine stesso SOVRAPPOPOLAZIONE nasce da un palese approccio dispotico: esso indica un numero IN ECCESSO di umani che, essendo di troppo, dovrebbero essere eliminati per il bene della restante collettivit�. Una sola considerazione basta a farci capire e misurare la differenza tra democrazia e tirannia. In una societ� la cui centralit� � pubblica solo per finta, essendo basata invece su accaparramento ed esclusione, ognuno, persona od azienda, � costretto a contrapporsi forte all'altro ed a sfruttarlo, se desidera mantenersi in vita. Ognuno prova una continua pulsione ad accumulare beni e risorse per garantirsi la sopravvivenza nel caos quotidiano. Al contrario, in una societ� la cui centralit� � pubblica a tutti gli effetti, in cui il bene comune viene civilmente e fraternamente condiviso, in cui la legge garantisce una effettiva equit� e giustizia e non il mantenimento di se stessa qualsiasi porcheria imponga, gli umani, noi cittadini e le stesse aziende, impostano la loro vita su valori ben diversi ed il normale uso delle cose non giunge mai ad un parossistico consumismo. Verit� � che una societ� realmente democratica non produce n� soffre di sovrappopolazione. Scienziati che, per via delle loro specializzazioni, si riducono ad essere degli "idiots savants" e che, per via del conflitto d'interessi che li compromette, si concedono a comportamenti scorretti, ci nascondono che l'aspetto fisico del mondo non ha potere assoluto sulle cose poich� esiste un aspetto politico che pu� fare e far� la differenza. Riformiamo i nostri Paesi fino a renderli democratici. Non solo i sette miliardi di terrestri gi� giunti ma anche quelli in arrivo potranno vivere in perfetto benessere. Aiutiamo i popoli ad emanciparsi dai carrieristi pubblici e la cosiddetta "sovrappopolazione" si trasformer� in popolazione folta, s�, ma passibile di perfetto andamento delle cose. Prendiamo coscienza che nella parola "sovrappopolazione" si palesa la volont� degli scienziati di non voler riorganizzare la politica terrestre. Per cui impariamo a far da soli e potete scommetterci: ce la faremo.
Chi mi legge per� si d�a una mossa. Il destino non ama attendere troppo.
E noi abbiamo gi� abusato oltremodo della sua pazienza.
"Per idiota sapiente in campo psicologico si intende un individuo che presenta una o pi� capacit� super sviluppate in concomitanza con un certo grado di ritardo mentale. La sintomatologia � appunto la sindrome dell'idiota sapiente, o anche sindrome dell'idiot savant ..." http://it.wikipedia.org/wiki/Idiota_sapiente coscienza ristretta e coscienza diffusa Copyright � Laboratorio Eudemonia. Alcuni diritti concessi Sito Web attivo fin dal 28 - Webworks by HyperLinker.com |