Probabilmene non � mai esistita sulla Terra un'epoca in cui una ristretta �lite di umani non abbia avuto una netta predominanza sul resto della popolazione. Certamente questo ha avuto anche effetti positivi, permettendo ai pi� dotati di guidare gli altri, quando l'�lite non ha preferito invece tirar fuori il peggio da se stessa, come purtroppo cos� spesso � stato, e tuttora ancora �. Tuttavia, in un prossimo, non molto lontano futuro, si potrebbe verificare una situazione unica ed abominevole, mai accaduta prima d'ora: una ristretta �lite di umani potrebbe decidere dell'estinzione della restante, stragrande maggioranza della popolazione mondiale.
Ci� che in passato per lo pi� ha cambiato, ed in futuro continuer� a cambiare, il rapporto tra l'�lite e la sua controparte debole, popolare, � stato e sar� principalmente il progresso tecnologico, e quindi essenzialmente il modo di produzione dei beni. Per lungo tempo, in un passato ormai lontano, il popolo ha detenuto l'intero potere produttivo e l'�lite quello direttivo. In seguito ad un primo salto di livello tecnologico il popolo ha visto ridurre il suo potere produttivo, venendo questo delegato in gran parte ed in misura vieppi� crescente alle macchine, mentre ha visto nascere e crescere un suo inconsueto potere d'acquisto.
Pi� tardi, recentemente, il popolo ha visto diminuire ancora il suo potere produttivo, vedendo sorgere e svilupparsi un suo ancor pi� strano e limitato potere che lo vede spettatore votante dello show, commerciale, politico, religioso, offertogli dall'�lite globale. L��lite naturalmente finge di essere benevola e di lasciarsi guidare dal suo popolo tramite un procedimento democratico. In realt� � l��lite stessa sopratutto a condizionare pesantemente, e sempre pi� senza via di scampo, il suo popolo, proprio attraverso quello show che gli viene continuamente offerto.
In un prossimo futuro, in seguito all'avvento della nanotecnologia, un insieme di conoscenze e di tecnologie che agiscono a livello atomico per realizzare cose ancor oggi impensabili, il popolo potrebbe veder ridotto ancor pi�, fino a vederlo scomparire del tutto, il suo potere produttivo. Questo potrebbe giusto far s� che l'�lite, potendo alimentare il suo vivere con la nuova tecnologia in modo del tutto autonomo dal popolo, potrebbe giungere a pensare di poter vivere perfino meglio senza di esso, senza gran parte della sterminata moltitudine di persone da cui si vedrebbe circondato, se non addirittura assediato, una moltitudine per altro sempre pi� angosciosamente esigente delle risorse del Pianeta e perci� impoverente la stessa �lite.
Questa �lite potrebbe quindi giungere a decidere per l'estinzione, dapprima spontanea, per assenza di alimento concesso, e poi sempre pi� provocata con agenti di morte, della stragrande maggioranza della popolazione mondiale.
La nanotecnologia promette oggi, e domani con buona probabilit� manterr�, certo non alla sua prima generazione ma ad una delle successive, di trasformare un qualsiasi pezzo grezzo di materia praticamente in tutto ci� che possa occorrere o possa desiderare un essere umano. Non � dunque errato pensare all�avvento della nanotecnologia come possibile causa determinante all�origine del definitivo allontamento delle masse popolari dalla produzione.
E' da tenere anche presente che la nanotecnologia, per l'elevato potenziale dei suoi prodotti, che donerebbero a qualsiasi individuo, anche il pi� sprovveduto, i mezzi e le ricchezze, dunque il potere, del capo di stato della pi� grande e sviluppata nazione del mondo odierno, difficilmente potr� essere distribuita liberamente alla popolazione. Al contrario, molto facilmente essa diverr� da subito appannaggio esclusivo di una ristretta �lite planetaria, derivante dagli originari e vieppi� accresciutisi poteri economici e scientifici odierni.
La presente situazione delle forze politiche e sociali sul nostro pianeta, evidenzia in verit� un gran numero di persone sensibili, progressiste e riformiste. Esse per�, pur spesso fortemente impegnate nel cercare di far evolvere la nostra societ�, mostrano una pesante inadeguatezza nel metodo ed ancor pi� nella scelta degli obiettivi. D'altra parte coloro che cercano di spremere da questo pianeta il massimo delle ricchezze, anche a costo di rivestirsi, come sta avvenendo negli ultimi tempi, di un qualche alone etico e di spudoratamente falsa sostenibilit� ecologica, sanno meglio della controparte cosa vogliono, e procedono molto pi� velocemente. Essi rappresentano precisamente quanto occorre oggi perch� domani possa nascere quella �lite da incubo cui qui ci si limita semplicemente a far cenno.
E� certo impossibile determinare con grande anticipo ed esattezza le varie facce del processo evolutivo dell�umana societ�, e certo chi scrive spera che quanto qui riportato rimanga solo frutto della sua immaginazione. Tuttavia appare indubitabilmente necessario concentrare l�impegno di tutti noi su poche questioni fondamentali che solo in tal modo, con un impegno corale, potranno essere risolte e risolvere a loro volta, con effetto domino, quasi automaticamente e senza fatica, l�intera miriade di sottoproblemi che da esse dipendono. Nel caso sbagliassimo, i nostri prossimi passi potrebbero essere preludio alla pi� catastrofica delle ere umane.
Il fermare da noi stessi in maniera incruenta, bens� serenamente, agendo soprattutto per il tramite di una onesta informazione, la crescita demografica, riconducendo la densit� delle popolazioni a livelli ottimali sui territori, � certamente una questione fondamentale ed un primo passo ben messo lungo un cammino duraturo e sereno. Ma vi � un altro passo, ancora pi� importante, dal quale dipende la stessa possibilit� di risolvere la questione demografica e di eliminare la minaccia dell'incubo qui presentato. Quel passo, assolutamente decisivo, � l'abolizione del Pubblico Impiego a Vita, il pi� grande ostacolo, per tipo di struttura e posizione strategica nella nostra organizzazione, alla nostra evoluzione sociale.
Seguiteci e saprete perch�.
Danilo D'Antonio
L'�lite - V1.1 - 25/05/35