Genesi ed alimento della MAFIA
lettera aperta ai divi, eroi e miti del movimento contro la mafia
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Copyright � 16/12/44 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi
Gentilissimi divi, eroi e miti
del movimento contro la mafia,
apprezzo molto il Vostro coraggio ed impegno e non posso che ringraziarVi per il Vostro operato.
Ci� non di meno non Vi sarei davvero riconoscente se non dicessi che, mentre vi sono persone eccezionali, come Voi, che combattono la mafia ed il crimine in genere, non v'� NESSUNO al mondo che sta costruendo una societ� in grado di non produrre pi� quasi n� l'una n� l'altro, di sgominarli completamente e definitivamente.
L'affermo con accettabile sicurezza in quanto in oltre due decenni di capillare esplorazione del progressismo e di impegno personale, non ho trovato una sola persona (non dico un gruppo ma nemmeno UNA persona) che sia impegnata nella DEMOCRATIZZAZIONE delle ISTITUZIONI (quindi necessariamente del PUBBLICO IMPIEGO) per il tramite dell'introduzione del TEMPO DETERMINATO in ogni pubblico incarico, potere e ruolo, s� da permettere un periodico rinnovo del personale ed una partecipazione ampia ed interessata pi� al bene comune che a CARRIERA e CORRUZIONE.
Signore, Signori, � razionale pretendere di vincere crimine e mafia in una societ� che � basata sul patto criminale e mafioso (assolutamente TIRANNICO e fuori luogo in una democrazia) di assegnare a vita impieghi, poteri e ruoli, redditi, risorse e spazi PUBBLICI, che appartengono all'intera collettivit� ed a questa vanno necessariamente periodicamente restituiti in nome del principio democratico del mandato temporaneo?
E' proprio emarginando, escludendo noi cittadini, tenendoci FUORI della nostra santa RES PUBLICA, che ogni casta, cricca, elite e mafia ha potuto per decenni e pu� ancora oggi pilotare indisturbata la politica dovunque essa voglia o semplicemente gradisca. Signora, signore: io Vi ammiro, Vi stimo. Ma in questo momento non state dando alla societ� un contributo all'altezza della Vostra intelligenza e sensibilit�. IL PUBBLICO IMPIEGO VA DEMOCRATIZZATO. Solo cos�, solo riscrivendo (stavolta correttamente) il Patto Sociale a nessuno, o quasi, verr� pi� in mente (perch� non ne sentir� pi� la necessit�) di darsi al crimine e costituire aggregazioni mafiose.
Al contrario di oggi che perfino le migliori persone, quelle istintivamente votate al bene, iniziano a simpatizzare pi� per i criminali che per coloro che li condannano e li tengono in galera, tanto � evidente che l'attuale intero sistema "pubblico" � una COSA LORO e muove ben pi� da ignobili interessi di CASTA che da giusti interessi collettivi. Non � impossibile udire chi dice o scrive: "viva la mafia". Ci� va forse interpretato letteralmente? No: "viva la mafia" vuol dire viva l'antistato, vuol dire difendersi ed opporsi a coloro che si sono impossessati (con impieghi pubblici ignobilmente assegnati a vita) dello Stato, Regioni, Province e Comuni.
La MAFIA ha una GENESI TIRANNICA. Essa nasce dalla riduzione delle persone allo stato di impotenti sudditi da parte di spudorati che osano incarnare un pubblico potere per l'intera durata della loro dispotica vita senza mai degnarsi di tornare ad essere cittadini per verificare sulla loro pelle la bont� delle norme che hanno applicato.
Ora: ognuno ha la sua storia e strada da percorrere e difficilmente la pu� cambiare. Tuttavia non potete ritardare oltre la presa di coscienza che, senza DEMOCRATIZZARE il PUBBLICO IMPIEGO, non vi sar� mai durevole vittoria sullo stesso campo di battaglia da Voi praticato. Molti giovani sono gi� impegnati, piuttosto che nella lotta alla mafia, nella costruzione di una societ� migliore. Questi giovani per� seguono ancora l'emarginata via dell'impegno dall'esterno della RES PUBLICA, da impotenti posizioni associative al di fuori del Pubblico Impiego.
Badate ordunque almeno a far chiarezza sull'associazionismo. Esso ha dirottato un mare di energie FUORI della Res Publica. Al contrario solo promuovendo la partecipazione DENTRO la Res Publica (per il tramite di assunzioni a tempo determinato nel Pubblico Impiego) si riuscir� ad estirpare la mafia che pi� spadroneggia in ogni Paese del mondo creandone poi innumerevoli altre a catena: quella dei CARRIERISTI PUBBLICI. Questa � la pi� potente di tutte le mafie e la prima che va estirpata. Ci� fatto, le altre moriranno per semplice mancanza di alimento.
Basta col rimaner FUORI della nostra santa casa comune! E' per tutta una serie di ingiustizie che molti si danno al crimine, certi di non esser tanto peggiori dei "buoni". Se ieri, s�, occorreva denunciare la mafia, oggi bisogna concentrarsi sul portare a termine quel processo di DEMOCRATIZZAZIONE e LIBERAZIONE dalla TIRANNIDE iniziato tanto tempo fa e mai conclusosi, con la conseguenza di ridurre il mondo ad una immane tragedia.
La DEMOCRAZIA esca dal Parlamento
e si spanda per l'intera Res Publica:
coinvolgendo non pi� solo l'ambito delle DECISIONI
ma innanzitutto quello delle MANSIONI pubbliche.
LICENZIARE i TIRANNI � un sacro diritto e dovere democratico!
Prendiamo coscienza: DEMOCRAZIA = CONDIVISIONE della RES PUBLICA.
LO STATO HA PORTE CHIUSE, LE MAFIE LE SPALANCANO
C'� ANTIMAFIA E ANTIMAFIA
MAFIA GENERA MAFIA
A R M O N I C A R O T A Z I O N E S O C I A L E
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